Immagine
 Vetrina di un corniciaio romano che espone la raccolta “Incontri con Medusa” e il collage “Blu”......
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fausta (del 05/08/2010 @ 14:20:01, in Poesia, linkato 11 volte)
Un pensiero!... spero gradito, per la dottoressa  Le Piane, da parte di una sua passata conoscenza.
di Guido Gozzano ho trovato !... "Le Golose" declama Franca Nuti.
Sembra di viverla, codesta poesia.
Ti ricordo, Agnese Di Venanzio.
 
Di Fausta (del 22/06/2010 @ 10:29:15, in Poesia, linkato 32 volte)
Non è poi tanto uno qualunque... Che ne dici?
 
IL POETA
 
Fulmine
sole
o polvere di follia.
---
Sono ancora
qui
dentro un barattolo
vuoto
pieno d'un mondo
esterno.
---
Piano ti asciughi le mani
rompi il collo della bottiglia
e ti tuffi nell'oceano.
---
Ancora aspetta
il suo sposo
accarezzandogli i capelli
nei ricordi
di uno sfuocato attimo rubato! 
---
Finisce l'intervento
duri comunicati
lunghe strade dissestate
carta e carte di un buffo
gioco di ruoli
Pulcinella di mare
salta e ridi.
---
Passare il binario
è un semaforo
che ostacola
l'inganno
dell'eternità.
 
Nicola Rampin, Migliore è, Poesie di uno qualunque, Edizioni EventualMente, Comiso, 2010
 
Di Fausta (del 19/06/2010 @ 11:22:43, in Poesia, linkato 71 volte)

MONTE BRUGIANA

Quiete nella mente,
nel bosco silenzioso
odo zoccoli in musica,
echi in lontananza
di cavalli sbrigliati,
mentre alberi,
dai rami innamorati,
m’invitano a contemplare
il mondo…
fuori dal mondo.

Uno strappo… il ritorno.

Porto con me
quel rifugio arcano,
salvezza di vita.

 

MANCIATE DI SALE
Complice il silenzio, Pagine, 2006

Quando le parole
Si perderanno
Nel fiume della vita,
tu
pescatore di versi,
getta la rete…
lancerò manciate di sale
farò del fiume oceano…
la tua rete
sarà leggìo

 
Di Fausta (del 11/06/2010 @ 11:59:40, in Poesia, linkato 40 volte)
CIMITERO VECCHIO
 
... E vi vedo,
solitarie sguarnite lapidi del vecchio cimitero,
abbandonate a voi stesse
anche dall’ultimo amore…
rese grigie negli anni
da un tempo impietoso
di lacrime e pioggia,
dignitosa testimonianza
di destini comunque vissuti...
di gioie e dolori che la morte livellò
… forse senza giustizia …
… vi vedo…
Voi, con le vostre foto un po’ opache
frammento di esistenze passate
voi, allietate soltanto da un fiore di stoffa
sbiadito dal sole,
voi….
in un tempo che non è più il vostro
allo sbando voi siete!
Orfane dei premurosi affetti
di chi vi pianse un giorno lontano
ed ora è partito…
abbandonate per umana sorte,
dai dolori di un destino
che cieco disperde gli uomini
... come manciate di sementi
nel vento…
 
Gabriella Manzini
 
Di Fausta (del 07/06/2010 @ 11:14:14, in Poesia, linkato 90 volte)

ALBORI

Ripiego la notte su di me
raggomitolo i pensieri
un carillon di parole melliflue lubrificate di pazienza..
In me dimora il buio
vestito di pece e ingenuità macchiata di paura.
Come un serpente
anelo
trasformazioni salvifiche
... abbandono la pelle
le affido ricordi di sale e fiele
li lascio scivolare
ne calpesto i riflessi.
Un soffio la vita
a rallegrarla tovaglie di mare
per saziare gli occhi
e lenzuola di sabbia
a carezzare sorrisi d’ombra.
E la notte dura ancora
v’ è in essa un sospetto di mattino…

 
 
PENELOPE
 
Quanta pena raggomitolata
in gesti frenetici
di un quotidiano stagnante
quanti pensieri offuscati
avranno abitato
la tua mente assopita
che viveva di riverberi del suo ricordo
chissà se le tue orecchie
avranno ancora saputo udire
dopo il suo saluto.
Solo il rumore dei suoi passi
in sottofondo
a cullare lo scorrere dei giorni
aggrappata allo stesso filo
che tessevi
sperando di non specchiarti in un miraggio
ma di poter tornare ad udire il suo respiro
 
 
L'ATTESA
 
Attese impolverate da ceneri di sorriso..
nel letto del tempo
il dolore ha posto radici
briciole di ieri
in pasto a corvi avidi
i ricordi galleggiano imbottigliati
riversi su spiagge inanimate
solo il vento ne è testimone..

 

FUTURO

Famelico assassino
ti aggiri con ali di nebbia
lingua di lama
godi di lamenti strazianti di cuori in frantumi
hai calpestato ancora
purezze nascoste sporcandole di bugie di porpora
... vetri di umanità incrinati da
passi di un progresso sicario.

 

FIGLIA DELLA LUCE

Figlia della luce
rinnego le origini
orfana di me stessa
proseguo il viaggio in salita
bevendo le mie lacrime
mi forgio di pazzia..
che mi faccia da scudo
verso una normalità di scintillante pericolo.

 

MEMORIE

Sale e spilli cospargono il cammino
una scia di sangue
testimonia
il suo percorso
mentre il cielo si spoglia
bevo sudore di piogge lontane
al riparo da venti schernitori
libero catene di memoria
di plumbei ricordi
affanno di cuori in tempesta
tuttora affidati a preghiere
che sorgono come fiori su steli di suppliche.

ladyviole@yahoo.com

 
Di Fausta (del 14/05/2010 @ 13:41:31, in Poesia, linkato 63 volte)
Caro Tommy, a chi vuoi rubare l'anima? Alla Sicilia? Alla donna amata? Alla poesia?
 
L’ANIMA
 
Debbo strapparle l’anima,
l’anima debbo strappare a questa terra,
il suo mistero,
rubandole il segreto della vita.
E non saranno i libri,
ricchi di suggestioni e di commenti;
né il tormento, né l’ansia
nelle pallide notti mie romane;
e non sarà il racconto
confuso e malinconico dei vecchi.
No! Non saranno gli altri.
Puttana di una vecchia svergognata!
Per averti davvero
che cosa dovrò fare, amore mio?
Prenderti come sei, senza pudore
e lasciarmi infettare dai tuoi umori?
O arrendermi ai piedi tuoi di donna,
aggrapparmi alle gambe
e annullarmi nel ventre tuo di pietra,
senza più ragionare:
presuntuoso che sono!
 
Questa poesia scivola letteralmente sul cuore tanto é dolce e musicale...
 
UN WHISKY LISCIO
 
Mi scolo
un whisky liscio,
e i miei pensieri
li lascio scivolare
lascivi
come visciole. (sett. 97)
 
 
 
Figlio, onda d'urto tra l'Universo e l'Uomo...
 
L'ONDA CHE VIENE
(Per la nascita di Fabio)
 
Nell’immenso deserto del tempo
quell’onda di vita
che è l’uomo,
quel breve momento
che sa d’infinito,
solo un attimo sta.
 
L’onda che viene
si frange
sull’onda che va.....
 
Frizzante,
saluta festosa
l’un l’altra,
ma al tempo commossa.
 
Cogliendo risacche d’umori,
d’intense emozioni,
che sanno di forte,
d’antico,
d’eterno.
 
Cogliendo l’istante
che vale una vita. (1997)
 
Di Fausta (del 07/05/2010 @ 19:35:35, in Poesia, linkato 132 volte)
Ivana non c'è più...fisicamente. Vive nella poesia e nel mio ricordo...una visita in ospedale. Il tumore non ha mai scalfito la sua voglia di vivere, la sua energia, la sua spiritualità e soprattutto la sua capacità di amare. Grazie.
A IVANA
 
Una cellula impazzita
- farfalla cieca -
ha sbattuto le ali
contro il tuo seno
e non ha più
voluto volare via.
 
Lì voleva dimorare,
nell’incavo
caldo
del nido materno.
Ma il tuo latte
rinvigorito
ha nutrito una mimosa
e nella stanza d’ospedale
una fragranza impegnativa
di primavera si spande.
 
DEPARTURE (Stazioni II)                                                                   
                                                                                  
                                   Cristallo di rocca,
    esplode la mia mano sul vetro del finestrino.
Il treno parte
e le mie dita lasciano
scie come chiocciola sul muro. 
 
Mi saluti
frantumando il mio sguardo nel tuo
e ora so
che è rimasto imbrigliato
nei ricordi della mia fanciullezza.
OSTAGGIO DELLA VALLATA (Inedita)
 
Prima ostaggio della vallata,
il vento si libera
poi,
e,
trasportando con sé
frantumi di sere d'estate,
accarezza il verde seno
delle colline.
 
Avanza infine verso una notte d’amore. 
 
DEL CORPO
da "La notte per maschera"
 
Consumato
da due dita
sottili e nervose,
aspirato con voluttà
da umide labbra,
ridotto in cenere
nel letto disfatto.
 
 
LUNA DI SABBIA
da "La notte per maschera"
 
Questa notte
la luna è di sabbia
ed i pensieri di cartone.
 
S’adagiano dolcemente
nell'effimera stazione
a raccogliere
barboni in cerca d'amore. 
 
 
ROTAIE
da "La notte per maschera"
 
Poi
il treno parte.
Le rotaie impietose
disegnano sul mio cuore
binari che si tendono
verso stazioni
ignote al mio vivere.
L’assenza
è come vento di Sahara
che scardina
orologi polverosi
attese infreddolite
alporalanti
gracchianti improvvisi ritardi
orari di cartapesta.
Indosso
la maschera della notte:
la realtà senza di te
non si ricompone.
 
 
IL CUORE S'IMPICCA DI NOTTE
da "La Notte per maschera"
 
Il cuore s’impicca di notte
per non vedere gli occhi dell’addio. Rinasce
forse all’alba
per trafugare di nascosto
la valigia di vetro dei sogni
e ripartire libero dai lacci.
Sfreccia     
rotolando sui binari
e allo scambio
senza deragliare
corre
con un nodo alla gola
verso il raggio verde
dell’orizzonte.
 
 
IL ROSSETTO
da "Incontri con Medusa"
 
Sussurra
piano
al buio della sera
in quale stazione sei.
Affinché io possa rovistare
nel tuo bagaglio
e trovarvi
manciate di colori
per le mie pallide labbra
 
 
STELLE MARINE
da "La Notte per maschera"
 
Scivolare
contro una casa di periferia
sotto un murale d'amore,
scritto
con un pennarello rosso,
inarcare la schiena
ed aprire i pugni.
Un'onda verrà
e lascerà sul palmo bagnato
stelle marine
da appuntare
come spille
siul bolero della notte.
 
Di Fausta (del 04/05/2010 @ 09:54:38, in Poesia, linkato 36 volte)
L'ALBERO
 
Immobile fui un albero nel bosco,
Conobbi la verità di cose mai viste prima;
Di Dafne e della fronda d’alloro
E di quei vecchi sposi che festeggiarono gli dei
E divennero un rovere in mezzo alla brughiera.
Essi poterono compiere un tale miracolo
Solo dopo che gli dei furono
Gentilmente pregati e accolti
Al focolare della loro amata casa.
Sono stato comunque un albero nel bosco
E ho inteso molte cose nuove che prima
Parevano follia alla mia mente.
 
Ezra Pound, Poesie, Newton, 2008
 
 
CONSIGLI
 
Sappi sperare, aspetta che cresca la marea,
-come a riva una nave – e partir sia facile.
Chiunque sa aspettare sa che la vittoria è sua:
perché la vita è lunga e un giocattolo è l’arte.
E se la vita è breve
ed il mare non giunge al tuo battello,
aspetta e non partire e spera sempre,
ché l’arte è lunga, e, inoltre, non importa.
 
Antonio Machado, Poesie, Newton, 2007
 
 
V
 
E dopo che avrò
fatto in modo che il correre
mi superi,
dopo che
muovendosi in se
stesso si fermerà
cpome impietrito, oppure
più esattamente silmile al
mercurio
dietro al vetro
dello specchio,
mi guarderò in tutte le cose
e
le abbraccerò in me stesso
simultaneamente,
ed esse
mi respingeranno,
dopo che
tutto quello che era in me cosa
sarà traformato, già da
tempo, nelle cose.
 
Nichita Staneascu, Undici elegie, Librai Scheiwiller, 1987.
 
Di Fausta (del 20/04/2010 @ 12:56:13, in Poesia, linkato 54 volte)

Una donna giunge alla consapevolezza attraverso altre donne di cui sa carpire le sapienze antiche... L'ossessiva ripetizione di "ho visto" allude ad un passato che si vuole definitavemente abbandonare per arrivare ad un domani di piena azione... Differenza sostanziale tra "vedere" e "guardare"... Brava!

HO VISTO DONNE

Ho visto donne a Parigi
salire i gradini della Sorbonne,
tempio della cultura,

ho visto donne a Milano
sfilare eleganti e fiere
sulle passerelle del made in Italy,

ho visto donne a Helsinky
disegnare oggetti d’arte
e lineari architetture moderne,

ho visto donne a Lisbona
frequentare biblioteche
e nutrirsi dei versi di Pessoa,

ho visto donne a Dublino
sedute nel verde umido
e studiare con passione al Trinità College,

ho visto donne a Marakesch
vendere il proprio corpo
ed appassire come rose,

ho visto donne a Malindi
fiere dei propri figli
ma con l’animo dolorante di malattia,

ho visto donne ad Istanbul
mormorare preghiere separate
dentro l’ombra della moschea,

ho visto donne a Theeran
pronunciare con coraggio
parole di libertà soffocata,

ma che donna sono io
se mi limito a guardare,
se non spremo il mio cuore,
se non uso la mente,
perché ogni donna possa guardare
ed essere vista con dignità?

agosto 2009

 

I CHIARI CIELI DI SCOZIA
 
Dolce è la Scozia
nei suoi silenzi interrotti
da un grido di gabbiani.
 
Luminosa è la Scozia
nel suo verde infinitamente
macchiato di colori.
 
Possente è la Scozia
nei suoi castelli
intrisi di storia.
 
Gentile è la Scozia
negli aperti sorrisi
dei suoi abitanti.
 
Ho letto la Scozia
nelle parole dei suoi poeti
percorse da un brivido di avventura.
 
Ho amato i cieli chiari di Scozia!
 
Di Fausta (del 14/04/2010 @ 18:52:00, in Poesia, linkato 89 volte)
INSONNIA
L'ultimo, 2009
 
Maestoso è stasera il cielo
così vestito di viola
il luccichio delle stelle
lo ingemma -
sorge la luna
rugose case imbianca -
nei deserti balconi
stanchi di sole
i fiori riposano -
chiuse, silenziose le botteghe -
strade prive di rumori
e tu ragazzo insonne
nel buio della tua stanza
segui lo scorrere delle ore
nel tic tac dell’orologio
tic tac                          
tic tac
nell’ansiosa attesa
di un nuovo imprevedibile mattino.
 
 
IL VENTO INNAMORATO
L'ultimo, 2009
 
O donna dalla chioma bionda
dalla bionda chioma –
per te i fuggevoli sospiri –
per te i furori –
del creato i profumi.
O infelicità dell’invisibile mio essere –
tu non ami chi non ha forma.
Donna o donna –
deluso nell’azzurro io mi perdo.
A te dell’allodola, lascio
la melodica nota
 
 
BRICIOLE DI SOLE
Poesie, 1994 -1997, Nuova Impronta Edizioni, 1998
 
Come uccelli di passo
migrano speranze
ed io che non ho ali
son qui a mendicare
briciole di sole 
 
 
QUALCOSA DI STRANO
 
In ripida scesa
scroscia la pioggia,
il fiume muggisce e s’ingrossa,
furioso il vento
foglie e rami all’albero strappa,
cade il nido non c’è più difesa;
nel turbinio
impaurite le case si tengono strette
e mille e mille voci a dire:
qualcosa, qualcosa di strano
nell’aria serpeggia.
 
 
DISPERAZIONE
 
Per te cos’è rimasto?
Al tuo dolente passo
la strada non s’accorcia
e quel carro sgangherato
lo raggiungi quando è fermo.
Per te cos’è rimasto!
Solo vuoti sacchi,
nemmeno un chicco di riso
disperazione sì
e fame, fame che toglie il senno
mani sempre vuote
tese a mendicare
quello che non c’è
e il cuore, il cuore stanco cede.
Dio, mio Dio che pena!
 
 
MADRE
 
Su diafano volto
morbide ciglia
celano spente pupille.
Tacito il livido labbro
e le tue belle mani,
prive del gesto,
stanno chete
su immoto petto,
in pace.
O madre,
mai più sul mio capo
la tua tenera carezza.
 
 
VORREI
Poesie, 1994 -1997, Nuova Impronta Edizioni, 1998
 
Vorrei la tua presenza
riascoltare la voce dell’innocenza
e cieli sereni
un vento benigno
che porti via gli affanni
per piedi nudi
accendere il camino
e perdonare Caino
 
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