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<title>dBlog</title><link>http://www.faustartepoesia.org/dblog/</link>
<description>dBlog</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[Le fotografie di Fausta Le Piane]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><em>Perdonami una foto...una foto che non so neanche chi l'abbia scattata...lontana lontana nel tempo...</em><em>poco importa che sia la mia famiglia, mio nonno, mia nonna, mia madre e i miei zii...importa che &egrave; un angolo verde e stupendo </em><em>della Sila, che &egrave; stata una bella giornata,&nbsp; - forse un pic-nic, mio nonno ha letto il giornale -&nbsp;e che tutti sorridenti vanno verso il loro destino in Calabria e altrove, guardando l'obiettivo, guardando me...mi mancano tanto...Se, come dice Roland Barthes ne &quot;La camera chiara&quot;, note sulla fotografia, &quot;il Fotografo deve lavorare moltissimo per far s&igrave; che la Fotografia non sia la Morte&quot; devo dire che qui c'&egrave; riuscito&nbsp; benissimo e non so se sono cos&igrave; vivi perch&egrave; lo sono nel mio cuore ma &egrave; come se mi guardassero affacciati alla finestra di fronte...</em></p>
<p align="center"><em><img alt="" src="/public/La famiglia La Chimia.jpg" /></em></p>
<p align="center"><em>Un'altra piccola nostalgia..Ho fotografato il fazzoletto con il disegno del Sacr&eacute; Coeur, ricordo del viaggio di nozze a Parigi dei miei genitori...E' uno stratagemma per farli vivere ancora con me...</em></p>
<p align="center"><img src="/public/Fazzoletto.jpg" alt="" />&nbsp;</p>
<p align="center"><em></em></p>
<p align="center"><em></em></p>
<p align="center"><em></em></p>
<p align="center"><em>Ogni cosa imbiancata sembra diversa e acquista un p&ograve; di magia...</em></p>
<p align="center"><img height="396" alt="" src="/public/Neve piano di sotto.jpg" width="530" /></p>
<p align="center"><em>Grande fermento di foto di &quot;Roma innevata&quot;...Ecco un'immagine dalla finestra del mio salotto...</em></p>
<p align="center"><img height="706" alt="" src="/public/P9020126.finestra bianca.jpg" width="530" />&nbsp;</p>
<p align="center"><em>Un ombrellone chiuso, dimenticato sul terrazzo da quest'estate, riceve un'imbiancata</em>....</p>
<p align="center"><img height="706" alt="" src="/public/01Ombrellone bianco.jpg" width="530" /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=86]]></link>
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	<dc:date>2010-09-01T18:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fausta</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La pittura di Maurizio Carnevali]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="center">Personalit&agrave; complessa ed introversa quella di Maurizio ma che ricchezza!</p>
<p align="center">Dopo aver illustrato le canzoni di Fabrizio De Andr&eacute;, Maurizio si cimenta con quelle di Francesco Guccini: ecco a voi &quot;Autogrill&quot;</p>
<p align="center"><img alt="" src="/public/Autogrill.jpg" />&nbsp;</p>
<p align="center">Sempre a caccia dell'Uomo....</p>
<p align="center"><img height="795" alt="" src="/public/Carnevali2.jpg" width="530" /></p>
<p align="center">&nbsp; </p>
<p align="center"><img height="795" alt="" src="/public/Carnevali.jpg" width="530" /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=50]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=50</guid>
	<dc:date>2010-09-01T17:45:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fausta</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Le Golose]]></title>
	<description><![CDATA[<div>Un pensiero!...&nbsp;spero gradito,&nbsp;per la dottoressa&nbsp; Le Piane, da parte di una sua passata conoscenza.</div>
<div>di Guido Gozzano ho trovato !... &quot;Le Golose&quot; declama Franca Nuti.</div>
<div>Sembra&nbsp;di viverla,&nbsp;codesta poesia.</div>
<div>Ti ricordo, Agnese Di Venanzio.</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=136]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=136</guid>
	<dc:date>2010-08-05T14:20:01+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fausta</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Eco Pink]]></title>
	<description><![CDATA[<div>La partecipazione delle donne al mercato del lavoro &egrave; ancora costellata da differenziali di genere notevoli nell&rsquo;accesso, nella permanenza e nel rientro dalla maternit&agrave;, che continua a rappresentare un fattore fortemente discriminante e l&rsquo;origine principale dello scivolamento verso l&rsquo;inattivit&agrave;. </div>
<div>La nascita di un figlio si configura, ancora per numerose donne, come la principale causa di abbandono temporaneo o definitivo del lavoro e dunque nella classi centrali di et&agrave;, quando pi&ugrave; pressante &egrave; la necessit&agrave; di conciliare vita personale e professionale, che il fattore genere appare particolarmente discriminante nell&rsquo;accesso e permanenza nel mercato del lavoro. </div>
<div>Ai giorni nostri, invece, le donne in qualche modo sono costrette a lavorare: un solo stipendio non basta pi&ugrave; per arrivare a fine mese. </div>
<div>L&rsquo;attuale debolezza dello scenario economico internazionale appare ancora pi&ugrave; marcata in Italia dove la scarsa ripresa degli investimenti, aggravata dall&rsquo;indebolimento delle imprese e dalla perdita di competitivit&agrave;, rischiano di provocare un cedimento dell&rsquo;intero sistema economico nazionale. </div>
<div>Le giovani donne devono trovare soluzioni alternative per emergere, un esempio ci viene dato da Paola Sammarro, Caterina Misuraca e Linda Schailon che cercano di sfidare la crisi economica con uno stratagemma che lega design, cultura e impresa &hellip; Ecopink. </div>
<div>Ecopink nasce dalla necessit&agrave; di dare voce alla imprenditorialit&agrave; ed associazionismo al femminile e a tutte le realt&agrave; che associano il loro marchio ad un principio etico e sostenibile. </div>
<div>L&rsquo;intento &egrave; quello di richiamare l&rsquo;attenzione sulla questione donna, ritenendo dispensabile che&nbsp;la politica torni ad essere quel collante di trasmissione dell&rsquo;innovazione sociale, partendo da nuove forme di rappresentanza che facciano propria una generalizzata filosofia di investimento sulle donne e riconoscano loro quel ruolo di agenti del cambiamento ormai evocato da molti, troppo spesso solo a parole. </div>
<div>Ecopink intende essere l&rsquo;inizio di qualcosa di sempre pi&ugrave; concreto e meno utopico. </div>
<div>&nbsp;</div>
<div align="right">Paola Sammarro </div>
<div align="right">Caterina Misuraca </div>
<div align="right">Linda Schailon </div>
<div align="right"><a href="http://www.ecopink.it ">http://www.ecopink.it </a></div>
<div><br /><br />Misuraca &amp; Sammarro <br />Ufficio Stampa - P.R - Organizzazione Eventi<br />Paola Sammarro. <br />cell.+39 346.2203065 <br /><a href="http://www.misuracasammarro.it">www.misuracasammarro.it</a></div>
<div>&nbsp;</div>
<div align="center"><img alt="" src="/public/ecopink.gif" />&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>
<div>Tre giovani donne sfidano la crisi economica! Da Milano una scommessa tutta al femminile: ECOPINK! Un grande evento per mettere in primo piano donne che col proprio lavoro portano avanti principi di ecosostenibilit&agrave;. Un grande evento di sinergie, energie, esperienze per progettare insieme un futuro migliore. &nbsp;Dal 25 al 30 novembre 2010 presso lo Spazio Asti 17 sei giornate espositive, dibattiti, performance, sfilate e un convegno che punter&agrave; i riflettori su &ldquo;natura - donna - impresa&rdquo; guardando in avanti, verso <i>Milano 2015</i>. </div>
<div>Un tocco di rosa e il verde si accende di utopie praticabili. Ritorna ecopink, l&rsquo;evento ideato da Linda Shailon questa volta in collaborazione con Paola Sammarro e Caterina Misuraca. Al centro dell&rsquo;evento, sempre, l&rsquo;universo &ldquo;eco&rdquo; alla luce di esperienze tutte al femminile. Cos&igrave;, il verde del benessere, dell&rsquo;ecosostenibilit&agrave;, dell&rsquo;ecodesign, del biologico verranno filtrati da un caleidoscopico &ldquo;obiettivo pink&rdquo; fatto di donne giovani e non solo che da anni coltivano passioni, sogni, ricerche, studi, scoperte interessanti. Un grande evento dedicato all&rsquo;imprenditorialit&agrave; femminile che guarda consapevolmente al futuro dell&rsquo;ambiente! Cinque giorni - dal 25 al 30 novembre 2010 - che metteranno al centro idee, creativit&agrave;, estro, poesia, sapori, progetti dagli orizzonti immensi. Cinque giorni per porre in sinergia donne che con le proprie intuizioni sono riuscite a suggerire nuove e interessanti prospettive nel mondo del design, delle arti, della moda, del giornalismo, dell&rsquo;impresa, dell&rsquo;editoria &hellip; ponendo sempre in primo piano il rispetto per la natura. Ecopink sar&agrave; un focus sul settore &ldquo;eco&rdquo; per dare voce a nuovi talenti a confronto con realt&agrave; gi&agrave; consolidate e per tracciare prospettive inedite da perseguire.</div>
<div>Nelle giornate espositive sar&agrave; allestito un temporary store e dunque veicolare la filosofia di un racconto molteplice dal comune denominatore. Location prescelta lo <i>SPAZIO ASTI 17</i> diventer&agrave; per il visitatore un viaggio suggestivo e multisensoriale ospitando inoltre un calendario di eventi collaterali. Presentazione libri, sfilate dedicate alla &ldquo;moda critica&rdquo; e una tavola rotonda sul tema &ldquo;<i>natura - donna - impresa</i>&rdquo;. Tre sostantivi al femminile, tre tratti distintivi di un modo di fare, di essere, di pensare, di sognare.&nbsp;A tal proposito nel corso delle giornate espositive si dar&agrave; spazio alla progettualit&agrave;, proprio a partire dal convegno &ldquo;<i>natura - donna - impresa</i>&rdquo; che oltre a tracciare il profilo dello stato dell&rsquo;arte delle cose guarder&agrave; al futuro, immaginando un contributo &ldquo;ecopink&rdquo; per l&rsquo;Exp&ograve; 2015 ovvero: &ldquo;<i>Milano donna 2015</i>&rdquo;. </div>
<div>Ecopink sar&agrave; anche un evento di <span>solidariet&agrave; </span>altro tratto tipicamente distintivo dell&rsquo;essere donna, infatti nel corso delle sei giornate saranno raccolti fondi in favore di una realt&agrave; associativa che si occupa di tutela delle donne. </div>
<div>Ecopink non avr&agrave; inizio e fine nelle cinque giornate ma sin da ora diventer&agrave; un simposio permanente sul sito web dando spazio a dibattiti e diventando vetrina eccellente del settore per stabilire un legame con quante donne vivano troppo distanti da Milano e che comunque operano attraverso queste attitudini. &nbsp;Al via una straordinaria avventura, un&rsquo;occasione di scambi di idee, di sinergie &hellip; di utopie praticabili!</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div align="right">Ufficio Stampa ECOPINK</div>
<div align="right"><a href="mailto:caterina.mis@libero.it"><span>caterina.mis@libero.it &gt; 339.5837077</span></a> &gt; 339.5837077</div>
<div align="right"><a href="mailto:paolasammarro@yahoo.it"><span>paolasammarro@yahoo.it&nbsp;&gt; 346.2203065</span></a>&nbsp;&gt; 346.2203065</div>
<div align="right"><a href="http://www.ecopink.it/"><span>www.ecopink.it</span></a></div>
<div align="right"><a href="http://www.misuracasammarro.it/"><span>www.misuracasammarro.it</span></a></div>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=135]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=135</guid>
	<dc:date>2010-08-02T20:50:39+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fausta</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="FONT-SIZE: 14pt"><font color="#000000"><font color="#993300">
<div align="justify">
<div align="justify"><font size="3"><strong><em>ATATY NA' NA' A</em></strong></font></div>
<div><font size="3"><strong>Marocco</strong></font></div>
<div><font size="3"><strong>T&egrave; alla menta</strong></font><font size="3"><br />&nbsp;</font></div>
<div><font color="#000000" size="3">Ho vissuto per molto tempo in Marocco e in Turchia e posso assicurarvi che per dissetarsi questi popoli usano il t&egrave; caldo non freddo...Provare per credere in questi giorni di calura insopportabile!</font></div>
<div align="justify"><font color="#000000" size="3">Introdotto dagli Inglesi in Marocco solo nel 1854, quando i mercantili utilizzavano come scalo marittimo il porto di Essaouira per importare il t&egrave; da Hong Kong, le foglioline di gunpodwer vennero molto apprezzate sotto forma di decotto, insieme alle foglie di menta nelle cerimonie di palazzo, per trasformarsi nel corso del tempo nella bevanda popolare dell'accoglienza marocchina.</font><br /><em><font size="3">&nbsp;</font></em></div>
<div><em><font size="3">Ingredienti</font></em><br /><font color="#000000" size="3">1 litro di acqua bollente</font></div>
<div><font color="#000000" size="3">1 cucchiaio di t&egrave; verde gunpowder</font></div>
<div><font color="#000000" size="3">1 manciata di foglie di menta fresca</font></div>
<div><font color="#000000" size="3">150 gr di zucchero</font><font size="3"><br />&nbsp;</font></div>
<div><em><font size="3">Esecuzione</font></em></div>
<div><font color="#000000" size="3">Scaldate una teiera, mettetevi le foglie di t&egrave; e versate sopra poca acqua bollente che farete roteare brevemente all'interno e poi getterete, badando di non buttare le foglioline.</font></div>
<div align="justify"><font color="#000000" size="3">Aggiungete la menta e lo zucchero e un litro di acqua bollente.</font></div>
<div align="justify"><font color="#000000" size="3">Lasciate in infusione per cinque-otto minuti.</font></div>
<div align="justify"><font size="3"><font color="#000000">Servite in bicchierini di vetro versando dall'alto in modo da ottenere una leggera schiuma in superficie</font>.</font></div>
<div align="justify"><em><font color="#993300" size="3"><strong>&nbsp;</strong></font></em></div>
<p align="center"><img alt="" src="/public/bar297.gif" width="530" height="1" /></p>
</div>
</font>
<div align="justify"><em><font color="#993300" size="3"><strong>&nbsp;</strong></font></em></div>
<div align="justify"><em><font color="#993300" size="3"><strong>PREGHIERE A TAVOLA</strong></font></em></div>
<div align="justify"><font size="3">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font size="3"><font color="#993300"><em><strong>CATTOLICI</strong></em>:</font> Il rito della benedizione del pane</font></div>
<div align="justify"><font size="3">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font size="3">Il pane, base del nutrimento quotidiano, &egrave; per i cristiani dono di Dio e frutto del lavoro dell'uomo. Sorgente di energia, oggetto di condivisione fraterna, &egrave; l'emblema della tavola di famiglia. Nella preghiera che Cristo ha insegnato ai suoi discepoli il pane compendia tutto ci&ograve; che &egrave; necessario all'esistenza umana ed &egrave; il segno del pane della vita offerto e spezzato per tutti. In ogni luogo la vicenda del pane, dalla semina del frumento all'agape familiare, &egrave; circondata di attenzione e di rispetto sacro. Nella cultura contadina si usava incidere una croce sulle grandi forme di pasta lievitata prima di cuocerle nel forno, oppure in particolari circostanze si benedivano piccoli pani da distribuire tra i membri di una comunit&agrave;.</font></div>
<div align="justify"><font size="3">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><strong><em><font color="#993300" size="3">PRGHIERA DI BENEDIZIONE DEL PANE</font></em></strong></div>
<div align="justify"><font size="3">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font size="3">Sii benedetto, Dio nostro Padre, creatore del cielo e della terra: nel pane quotidiano, tu ci doni un segno della tua bont&agrave; e l'alimento essenziale della tavola di famiglia. Stendi la tua mano su di noi e su questi pani e concedi a tutti i tuoi figli che abitano in ogni parte della terra il cibo necessario per il nutrimento del <em>corpo e la tua parola di vita eterna.</em></font></div>
<div align="justify"><em><font size="3">Per Cristo nostro Signore</font></em></div>
<div align="justify"><em><font size="3">Amen</font></em></div>
<div align="justify"><font size="3">Dall'Archivio dell'Arcidiocesi di Torino</font></div>
<div align="justify"><font size="3">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><strong><em><font color="#993300" size="3">BUDDHISMO: SUTRA DEI PASTI</font></em></strong></div>
<div align="justify"><font size="3">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font size="3">Unisco la voce e il cuore</font></div>
<div align="justify"><font size="3">e ringrazio l'alimento</font></div>
<div align="justify"><font size="3">che ci &egrave; giunto attraverso la via della fatica.</font></div>
<div align="justify"><font size="3">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font size="3">Questo cibo &egrave; vita che nutre la vita.</font></div>
<div align="justify"><font size="3">Lo ricevo come offerta per offrire me stesso,</font></div>
<div align="justify"><font size="3">perch&eacute; non nutra la fame dei miei desideri,</font></div>
<div align="justify"><font size="3">ma la vera salute di spirito e corpo.</font></div>
<div align="justify"><em><font size="3">&nbsp;</font></em></div>
<div align="justify"><font size="3">Questo cibo &egrave; ristoro alla fame e alla sete del mondo.</font></div>
<div align="justify"><font size="3">Lo mangio perch&eacute; mantenga il vigore di seguire la via viva che qui percorriamo.</font></div>
<div align="justify"><span><font size="3">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; (Preghiera Zen Soto)</font></span></div>
<div align="justify"><font size="3"><span>&nbsp;</span><span>&nbsp;</span></font></div>
<p align="center"><span><font size="3"><img alt="" src="/public/bar297.gif" width="530" height="1" /></font></span></p>
<div align="center">&nbsp;</div>
</font></span>
<div align="left"><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font color="#000000" size="3"><em>E' un classico della cucina francese, un piatto base, sbrigativo da fare, adatto a chi ha poco te</em></font></span></div>
<div align="left"><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font color="#000000" size="3"><em>&nbsp;mpo a disposizione...Successo garantito...I miei figli - e non solo - ne vanno matti!</em></font></span></div>
<div align="left"><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font color="#000000" size="3"><em>Faccio due varianti molto gradite: aggiungo&nbsp;del groviera&nbsp;e al posto del lardo uso lo speck (le quantit&agrave; sono le medesime)...</em></font></span><span style="FONT-SIZE: 14pt"><em><font size="3">&nbsp;</font></em></span></div>
<div align="left"><span style="FONT-SIZE: 14pt"></span></div>
<div align="left"><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font color="#993300" size="3"><strong>QUICHE LORRAINE</strong></font></span></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font size="3">Focaccia ripiena alla Lorenese</font></span></div>
<div><font size="3">&nbsp;</font></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font size="3">Ingredienti (per 8 persone): 1 confezione di pasta frolla surgelata; 2 bicchieri di panna; mezzo bicchiere di latte; 4 uova sbattute; 250 gr di pezzetti di lardo.</font></span></div>
<div><font size="3">&nbsp;</font></div>
<div><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font size="3">Foderare uno stampo con pasta frolla, mescolare accuratamente tutti gli ingredienti, detti dai Lorenesi nel loro complesso &ldquo;migaine&rdquo;, aggiungere sale&nbsp;e pepe, versare la &ldquo;migaine&rdquo; nello stampo distribuendo in modo uniforme i pezzetti di lardo, far cuocere al forno a temperatura elevata per una ventina di minuti. Questa nutrientissima &ldquo;focaccia ripiena&rdquo; &egrave; molto pi&ugrave; gustosa fredda. </font></span></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=110]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=110</guid>
	<dc:date>2010-07-25T10:01:05+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fausta</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Proverbi dal mondo]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="left"><font color="#000000">
<div><font color="#993300">
<div>
<div>
<div>Proverbio maori &ndash; Sulla saggezza</div>
<div><font color="#000000">La notte compatta s'illumina, lo stagno profondo si sonda, il grande fossato si colma, ma &egrave; irreparabile il male compiuto.&nbsp;</font></div>
<div><font color="#000000">&nbsp;</font></div>
<div>Proverbio lituano &ndash; Sulla donna</div>
<div><font color="#000000">Un vecchio amore non arrugginisce mai</font></div>
<div><font color="#000000">Tale la donna, tale la casa</font></div>
<div><font color="#000000">&nbsp;</font></div>
</div>
</div>
</font></div>
<div><font color="#993300">Proverbio lussemburghese</font></div>
<div><em>C&rsquo;&egrave; da guadagnare di pi&ugrave; lasciando il proprio pugno chiuso in tasca</em><em>&nbsp;</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em></em></div>
</font></div>
<div align="left"><font color="#993300"></font></div>
<div align="left"><font color="#993300">Proverbio africano - Sulla prudenza e sull'imprudenza</font></div>
<div align="left"><em>Non si dice mai ad un albero: &ldquo;Io non mi sieder&ograve; mai sotto di te&rdquo;...</em>&nbsp; </div>
<div align="left">&nbsp;</div>
<div align="left">
<div><font color="#993300">Proverbi spagnoli - Sulle buone e cattive relazioni&nbsp;</font>&nbsp;</div>
<div>La natura:</div>
<div><em>Fuggi i vanitosi pi&ugrave; dei lebbrosi </em></div>
<div>L'interesse </div>
<div><em>A forza di parrucchieri, la fidanzata diventa calva</em> </div>
<div><em>Asino sia chi litiga con un asino</em></div>
<div>L'amicizia:</div>
<div><em>Vivere senza amici &egrave; vivere senza testimoni</em></div>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=130]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=130</guid>
	<dc:date>2010-07-25T09:06:09+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fausta</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il pellegrino orante]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><b>Il pellegrino orante<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></b></div>
<div align="justify"><em>Punti di riferimento e spunti per una riflessione </em></div>
<div align="justify"><em>sui salmi delle ascensioni</em>.<b><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></b></div>
<div align="justify"><b><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></b></div>
<div align="justify">[Nei tre articoli precedenti riguardanti i salmi delle ascensioni, sono state fatte delle premesse generali orientative. Vorremmo&nbsp;&nbsp;adesso,prima di riflettere su ciascuno di essi, ribadire ed ampliare alcuni concetti che mi sembra siano importanti per potere poi meglio comprendere e meglio&nbsp;pregare.]</div>
<div align="justify"><span>Tre pensieri che il termine&ldquo;pellegrinaggio&rdquo; mi suggerisce e che riguardano delle realt&agrave; dicarattere universale, riferibili&nbsp;cio&egrave; all&rsquo;uomo di tutti i tempi e di tutti i luoghi, sono : <u>il cammino</u>, <u>la</u> <u>preghiera</u>, <u>la parola </u>. Questi saranno i punti di riferimento nelle prossime riflessioni.</span></div>
<div align="justify"><span>&nbsp;&nbsp;</span></div>
<div align="justify"><span>Il&nbsp;cammino</span></div>
<div align="justify"><span>&nbsp;</span></div>
<div align="justify">Il cammino e la via sono spesso metafore della vita umana considerata come un avanzare, un progredire attraverso le varie tappe e le varie &nbsp;esperienze che essa presenta. Il pellegrino che sale verso Sion, per un particolare incontro con Dio nel tempio, ci fa pensare ancora a qualche cosa che &egrave; propria dell&rsquo;esistenza dell&rsquo;uomo, ma che non varca &nbsp;i limiti della sua natura. Penso infatti che l&rsquo;uomo &egrave; per sua natura un pellegrino che cammina verso qualche cosa che possa renderlo pienamente se stesso, qualche cosa che egli chiama comunemente felicit&agrave;, suo bene, sua realizzazione ed integrit&agrave;.</div>
<div align="justify">Frequentissimo &egrave; nella Bibbia l&rsquo;uso di questo termine nel suo significato metaforico di percorso di vita. &nbsp;Anche la <u>tensione verso l&rsquo;alto</u>, che questi salmi esprimono, ci&nbsp;fa rimanere nel campo dell&rsquo;esistenziale, perch&eacute; &egrave; proprio dell&rsquo;uomo, della natura umana, avvertire consapevolmente o inconsapevolmente, di avere dei limiti e tendere a superarli, superandosi, in diversi modi; penso che uno dei modi &egrave; la religiosit&agrave;: chiamo cos&igrave; la tendenza a pensare che ci sia &nbsp;un ente superiore capace di dare all&rsquo;uomo&nbsp;quello che cerca,cio&egrave; una pienezza di vita, e di svelargli il senso stesso della sua vita. Anche &nbsp;questo &egrave; proprio dell&rsquo;esistere umano,<span>&nbsp;&nbsp;e rimane chiuso entro i suoi limiti. Oltre questi limiti c&rsquo;&egrave; il &nbsp;&nbsp;mistero. Tutto questo &nbsp;offrirebbe una chiave d&rsquo;interpretazione puramente esistenziale del pellegrinaggio, che per&ograve; penso sia&nbsp;&nbsp;importante per potere capire perch&eacute; i salmi siano una preghiera capace di esprimere l&rsquo;uomo di sempre ed in cui l&rsquo;uomo di sempre ritrova se stesso. Ma in questo cammino c&rsquo;&egrave; un ulteriore passo ed &egrave; il passo decisivo, quello che porta veramente l&rsquo;uomo a superare i suoi limiti ed a varcare la soglia del mistero. Si tratta di un &nbsp;passo che l&rsquo;uomo non pu&ograve; fare da solo, gli deve essere donato, e questo dono &egrave; la fede. La fede apre gli occhi all&rsquo;uomo pellegrino e gli svela nuovi e affascinanti orizzonti, gli fa vedere che quell&rsquo;ente superiore cui egli pensava &ldquo;levando gli occhi verso i monti&rdquo;, &egrave; un Padre che si china a tendergli la mano per attirarlo a s&eacute; e lo penetra col suo amore trasformandolo, elevandolo ad un&rsquo;altra qualit&agrave; di vita. E&rsquo; un Padre che&nbsp;ama tanto l&rsquo;uomo pellegrino sulla terra, da indicargli chiaramente la <u>via</u> da percorrere perch&eacute; non si smarrisca e perch&eacute; possa, giungendo all&rsquo;incontro definitivo con Lui, poterlo vedere &ldquo;faccia a faccia&rdquo; come Egli &egrave;! Questa via il Padre la indica con una sola Parola, la<u> sua</u> Parola: Cristo, che continua a&nbsp;proclamare &ldquo;Io sono la <u>via</u>&rdquo;. L&rsquo;uomo che accoglie questa parola &egrave; il pellegrino cristiano che cammina <u>anconra</u> verso la meta, ma in Cristo&egrave; <u>gi&agrave;</u> figlio di Dio in comunione di vita col Padre.</span></div>
<div align="justify"><span>&nbsp;</span></div>
<div align="justify"><span>La preghiera</span></div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Nel contesto dei salmi dell&rsquo;ascensione il termine &ldquo;pellegrinaggio&rdquo; </div>
<div align="justify">esprime senz&rsquo;altro il concetto di preghiera. I pellegrini israeliti che si recavano in pellegrinaggio a Gerusalemme cantavano questi salmi che sono preghiera: la preghiera era il fine di questo pellegrinaggio. Ecco perch&eacute; essa &egrave; un punto di riferimento in queste riflessioni. Nel primo di questi articoli sul &ldquo;Pellegrino orante&rdquo; dicevo che la figura dell&rsquo;orante delle catacombe romane potrebbe essere impressa sulla carta d&rsquo;identit&agrave; dell&rsquo;uomo di tutti i tempi. E&rsquo; mia convinzione infatti che l&rsquo;uomo, in quanto tale e per essere tale, &egrave; essenzialmente un orante, perch&eacute; &egrave; l&rsquo;unico che nel creato ha lo specifico compito di tenere un rapporto con Dio attraverso quella comunicazione che si chiama preghiera; &egrave; lui che convoca il creato&nbsp;in una grande assemblea, perch&eacute; lodi Dio, in quella lode universale cos&igrave; bene espressa nel Cantico dei tre giovani del Libro di Daniele. (Dn 3,51-90) .</div>
<div align="justify"><span>E vero che tutto ci&ograve; che esiste &egrave; una testimonianza viva del suo Creatore, e questa testimonianza la dovremmo sentire davanti a tutte le cose, davanti ad una grande montagna, come davanti ad un filo d&rsquo;erba: la voce del creato ci dice continuamente:&rdquo; Io esisto &nbsp;perch&eacute; c&rsquo;&egrave; qualcuno che mi fa esistere&rdquo;.Ma per lo pi&ugrave; non ascoltiamo questa melodia, camminiamo estranei a tutto questo, </span></div>
<div align="justify">distratti ed insensibili, non da pellegrini oranti, ma da passanti che non hanno tempo! Ma questa forse &egrave; una digressione dal nostro discorso. </div>
<div align="justify"><span>L&rsquo;intenzione era di dire che in tutto questo creato &egrave; solo l&rsquo;uomo che riceve un grande dono:quello della fede e, con la fede la preghiera; solo l&rsquo;uomo ha una mente ed un cuore che si aprono a Dio, il quale aspetta solo questa apertura per potere entrare e comunicare con questa creatura privilegiata: infatti la preghiera &egrave; un privilegio dell&rsquo;uomo e per questo &egrave; il suo distintivo. L&rsquo;uomo pu&ograve; essere un grande scienziato,o artista, o un grande leader, ma niente gli d&agrave; la possibilit&agrave; di superare se stesso e la sua umanit&agrave;: solo la sua fede e la sua preghiera lo portano a vivere una vita divina, elevandolo alla dignit&agrave; di figlio di Dio. Per questi motivi </span>esprimo la convinzione che la preghiera &egrave; l&rsquo;espressione pi&ugrave; alta della dignit&agrave; dell&rsquo;uomo, quella che d&agrave; senso alla sua esistenza.</div>
<div align="justify"><span>&nbsp;</span></div>
<div align="justify"><span>La parola</span></div>
<div align="justify">&nbsp; </div>
<div align="justify">La parola con cui nei salmi, oggetto delle nostre riflessioni, si&nbsp; esprime la preghiera,ci invoglia a fermarci pi&ugrave; a lungo davanti&nbsp;ad essa per scorgere, ricevere, gustare, almeno parte della sua ricchezza e bellezza. Sorge in noi il desiderio di non passare rapidamente davanti alla parola, dandole uno sguardo di sfuggita, ma di fermarci davanti ad essa, in quel silenzio interiore,in cui tutte le altre voci tacciono, perch&eacute; essa sola ci parli e ci sveli sempre nuovi orizzonti. Senza un ascolto attento ed amoroso non si pu&ograve; cogliere la fecondit&agrave; della parola, perch&eacute; non se ne percepiscono le varie evocative suggestioni. Senza questo ascolto, la preghiera dei salmi diventa solo un movimento delle nostre labbra e non ci pu&ograve; essere quella partecipazione interiore che fa della preghiera una vera preghiera e che la spiritualit&agrave; ebraica chiama &ldquo;kawwan&agrave;&rdquo;. La preghiera sgorga sempre dalla pura sorgente dello Spirito e quando essa scorre attraverso la parola dei salmi c&rsquo;&egrave; come lo scintillio di mille luci che si riverberano nell&rsquo;acqua che scorre e che affascinano lo sguardo: e la preghiera diventa contemplazione. Tale &egrave; la potenza della parola nei salmi!</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><span>Sintesi</span></div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Questi i tre punti cui ci riferiremo in queste riflessioni che non pretendono certo di essere esaurienti, ma vogliono solo offrire a chi legge lo spunto per ulteriori riflessioni, incoraggiare le eventuali condivisioni, invitare a pensare e a dare consistenza a realt&agrave; che sono di fondamentale importanza per l&rsquo;orientamento del nostro cammino. E come potrebbero essere esaurienti delle riflessioni che hanno per oggetto realt&agrave; di per se stesse inesauribili? <u>Il cammino dell&rsquo;uomo, la&nbsp;preghiera, la &nbsp;parola</u>, io le &nbsp;vedo come realt&agrave; che s&rsquo;incarnano nell&rsquo;esistenza&nbsp;umana, ma rimangono sempre avvolte di mistero, perch&eacute; la loro verit&agrave; &egrave; nel mistero dell&rsquo;amore di Dio. Tutta la realt&agrave; che riusciamo a percepire con i nostri sensi &egrave; avvolta da questo mistero, il visibile &egrave; presentimento e palpito dell&rsquo;invisibile. Il pellegrino orante nel suo camminare coglie questo palpito e, non distratto, ammira la novit&agrave; che&nbsp;continuamente si offre al suo sguardo, non d&agrave; niente per scontato, perch&eacute; n&eacute; l&rsquo;alba n&eacute; il tramonto dipende da lui, n&eacute;<span>&nbsp;&nbsp; l&rsquo;incantevole paesaggio n&eacute; il filo d&rsquo;erba: tutto &egrave; dono, tutto &egrave;&nbsp; </span>miracolo che lo stupisce e lo colma di gratitudine, e stupore e gratitudine diventano &nbsp;preghiera che accompagna il suo cammino.</div>
<div align="justify">Le &nbsp;due zone, quella dello sperimentabile umano esistere e quella del mistero che lo circonda non sono incomunicabili:&nbsp;&nbsp;all&rsquo;uomo pellegrino &egrave; stato fatto un grande dono, Cristo, e in Cristo&nbsp;quello sguardo nuovo di fede e quella nuova qualit&agrave; di vita che gli svelano il mistero dell&rsquo;amore di Dio e lo rendono di esso partecipe. E&rsquo; un cammino di fede quello del pellegrino orante cristiano , perch&eacute; &egrave; alla luce della fede che egli avanza, &egrave; per pura fede che egli tante volte muove i suoi passi nel buio di un mistero, perch&eacute; sa che si tratta di un mistero d&rsquo;amore. </div>
<div align="justify"><span>Questi motivi ci inducono a vedere nella via che il pio israelita percorre, per andare verso il tempio,non solo una metafora del cammino dell&rsquo;uomo, ma anche, come &nbsp;tutte le realt&agrave; dell&rsquo;Antico Testamento, un segno della via &nbsp;in cui il cristiano cammina,&nbsp;perch&eacute; crede fermamente che Cristo &egrave; la <u>via</u> che porta al Padre. C&rsquo;&egrave;&nbsp;&nbsp;una continuit&agrave; di segno e realt&agrave; significata, di profezia e di avveramento che bisogna cogliere pregando i salmi.</span></div>
<div align="justify">Io credo che se si formasse nella nostra mente e nel nostro cuore un&rsquo;armoniosa sintesi di questi aspetti della preghiera del pellegrino, pregheremmo con maggiore consapevolezza e partecipazione, senza fretta, &ldquo;gustando e vedendo&rdquo; le meraviglie che lo Spirito rivela ai pellegrini che aspirano all&rsquo;incontro con Dio.<span>&nbsp;</span></div>
<div><span>&nbsp;</span></div>
<div align="right"><span></span><span>Sr. Beatrice OSB</span><span><font size="5">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</font>
<div align="right"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></div>
<div align="justify"><span>Riflessioni sul salmo 120</span></div>
<div align="justify"><span></span></div>
<div align="justify"><span></span></div>
<div align="justify">La serie dei salmi dell&rsquo;ascensione inizia col salmo 120. In una prima lettura di questo salmo, l&rsquo;impressione immediata che ho avuto &egrave; stata quella di un salmo vivacemente movimentato: ad una iniziale domanda-risposta, seguono le antitesi prigionia-liberazione, colpa-punizione, guerra &ndash;pace, in un&rsquo;atmosfera di ostilit&agrave; espressa con linguaggio bellico ed attraversata&nbsp;dal sofferente anelito di pace del salmista, che la rende ancor pi&ugrave; drammatica. Mi sembrava &nbsp;che la nota dominante fosse quell&rsquo;<span>ojah (ohim&egrave;), che nel bel mezzo del salmo era come il profondo incontenibile lamento di un cuore angosciato. Ma nella prima &nbsp;lettura mi aveva colpito anche la fine troppo brusca di questo salmo,quasi che il salmista l&rsquo;avesse improvvisamente sospeso &nbsp;o quasi che ci fosse un interrogativo senza risposta.</span></div>
<div align="justify"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma davanti alla parola di Dio non ci si pu&ograve; fermare alle prime impressioni di una prima lettura. Rileggendo e &ldquo;ruminando&rdquo; questo breve salmo, sempre pi&ugrave; le prime due parole attiravano la mia attenzione. Esse sono : el&nbsp;Jahweh (verso Jahweh). Mentre l&rsquo;ultima parola del salmo, &ldquo; guerra&rdquo;, sembrava quasi chiudere il cuore ad ogni speranza, evocando odio, lotta, dolore, le prime due &ldquo;verso Jahweh&rdquo; spalancavano il cuore presentando allo sguardo spazi stupendi di speranza. &ldquo;Nella mia angoscia&nbsp;ho gridato <u>al Signore &ndash; </u>ed egli mi ha risposto&rdquo;. Quanta gioia in questo annuncio</span></div>
<div align="justify">di una risposta attesa, di una prova di amore grande e fedele. Il Signore risponde, non &egrave; qualcuno che lascia inevasa la domanda perch&eacute; non ha tempo o perch&eacute; non gl&rsquo;interessa. Siamo noi che non sappiamo leggere la risposta, forse perch&eacute; non rientra nel nostro campo visivo regolato dal &ldquo;qui e adesso&rdquo; e dal nostro modo di vedere. Ma con l&rsquo;andar del tempo ci riusciamo e vediamo che la risposta di Dio non pu&ograve; essere che una risposta d&rsquo;amore. Su questa esperienza fatta si basa saldamente la fiducia dell&rsquo;orante. La <u>fiducia</u> &egrave; presente ed operante in questo salmo, anche se non &egrave; espressamente nominata. E&rsquo; quella che spinge il salmista&nbsp;a <u>tendere verso l&rsquo;alto&rdquo;</u> &ldquo;nelle sue quotidiane ascensioni fatte di preghiera, nel suo grido di angoscia. E&rsquo; la fiducia che lo sostiene quando &ldquo; abita straniero in Mosoch e dimora fra le tende di Cedar&rdquo;</div>
<div align="justify">e &nbsp;lo aiuta a perseguire la pace in un contesto di guerra.&rdquo;Io sono per la pace e loro vogliono la guerra&rdquo;. La fiducia precede ed accompagna ogni passo dell&rsquo;orante, e dopo ogni passo si rafforza. Per questo egli&nbsp;sopravvive in una situazione drammatica,resiste anche se messo alle strette, come imprigionato, come assediato, da gente ostile la cui arma potente &egrave; la lingua menzognera. &nbsp;Vorrei ricordare che il termine &ldquo;angoscia&rdquo; corrisponde all&rsquo;ebraico &ldquo;saratah&rdquo; che significa propriamente prigionia, assedio, trovarsi in una stretta senza possibilit&agrave; di scampo, il che provoca un senso interiore di soffocamento, di angoscia. La lingua cattiva infatti uccide moralmente riducendo all&rsquo;impotenza ed emarginando chi &egrave; sotto il suo tiro, soffocando le sue aspirazioni pi&ugrave; alte e le sue doti</div>
<div align="justify">naturali che sono tante volte oggetto d&rsquo;invidia. La lingua menzognera &egrave; subdola, trae in inganno, perch&eacute; si&nbsp;mostra sotto l&rsquo;aspetto della verit&agrave;, sussurra insinuando, e tante volte una parola gettata l&igrave;, come per caso, &egrave; una parola micidiale che distrugge la felicit&agrave; degli altri. La menzogna &egrave; demoniaca, &egrave; il male in assoluto personificato dal demonio. Infatti solo il Bene assoluto, pu&ograve; vincerlo per ristabilire quell&rsquo;armonia e quella pace e quella giustizia che fanno parte del suo disegno d&rsquo;amore. Il salmista lo sa e spera che le&rdquo;frecce acute di un prode con carboni di ginepro&rdquo; intervengano a far trionfare la verit&agrave;. Ed ecco che questo piccolo salmo, questo grido di angoscia ci presenta il &nbsp;grande dramma dell&rsquo;umanit&agrave;, la lotta fra il bene&nbsp;ed il male, la necessit&agrave; assoluta di scegliere con determinazione la via giusta della Verit&agrave;, senza lasciarsi ingannare dalle tante menzognere verit&agrave; di un relativismo sempre pi&ugrave; o meno presente nella storia dell&rsquo;uomo, o dai vari idoli che si presentano sul suo cammino. Il salmista soffre perch&eacute; si trova fra gente idolatra, che certamente lo schernisce e lo mette alla prova,ripetendogli :&rdquo;Dov&rsquo;&egrave; il tuo Dio?&rdquo; (Sal. 42,10). Ma nel suo cammino l&rsquo;uomo pellegrino sulla terra non incontra forse tanti idoli falsi e bugiardi che lo ingannano, burlandosi di lui, che lo disorientano&nbsp;e gli fanno perdere,pi&ugrave; o meno definitivamente, &nbsp;la strada giusta? &ldquo;Io sono per la pace, loro vogliono la guerra&rdquo;. Non &egrave; facile essere per la pace, come non era facile il cammino del pellegrino che andava a Gerusalemme, citt&agrave; della pace: giustamente questo salmo &egrave; fra i salmi delle ascensioni.</div>
<div align="justify"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non &egrave; facile, anzi &egrave; impossibile costruire la pace senza Dio,e questo &egrave; drammaticamente evidente oggi. L&rsquo;orante di questo salmo ci indica la strada perch&eacute; possa regnare la pace nel cuore degli uomini, nelle famiglie, nella societ&agrave;, fra i popoli: bisogna che l&rsquo;uomo indirizzi il suo grido, e col suo grido tutto il proprio essere el&nbsp;Jahweh ; quando questo avverr&agrave;, certamente Dio risponder&agrave; con la sua Parola, Cristo, che ci ripeter&agrave;:&rdquo; &nbsp;La pace sia con voi!&rdquo;&nbsp;</span></div>
<div align="justify"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sr. Beatrice OSB</span></div>
<div align="left"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></div>
<div align="justify"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></div>
</span></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=134]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=134</guid>
	<dc:date>2010-07-05T11:30:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fausta</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Le poesia di Nicola Rampin]]></title>
	<description><![CDATA[<div><i>Non &egrave; poi tanto uno qualunque... Che ne dici?</i></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>IL POETA</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Fulmine</div>
<div>sole</div>
<div>o polvere di follia.</div>
<div>---</div>
<div>Sono ancora</div>
<div>qui</div>
<div>dentro un barattolo</div>
<div>vuoto</div>
<div>pieno d'un mondo</div>
<div>esterno.</div>
<div>---</div>
<div>Piano ti asciughi le mani</div>
<div>rompi il collo della bottiglia</div>
<div>e ti tuffi nell'oceano.</div>
<div>---</div>
<div>Ancora aspetta</div>
<div>il suo sposo</div>
<div>accarezzandogli i capelli</div>
<div>nei ricordi</div>
<div>di uno sfuocato attimo rubato!&nbsp; </div>
<div>--- </div>
<div>Finisce l'intervento</div>
<div>duri comunicati</div>
<div>lunghe strade dissestate</div>
<div>carta e carte di un buffo</div>
<div>gioco di ruoli</div>
<div>Pulcinella di mare</div>
<div>salta e ridi.</div>
<div>---</div>
<div>Passare il binario</div>
<div>&egrave; un semaforo</div>
<div>che ostacola</div>
<div>l'inganno</div>
<div>dell'eternit&agrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><i>Nicola Rampin, Migliore &egrave;, Poesie di uno qualunque, Edizioni EventualMente, Comiso, 2010</i></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=133]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=133</guid>
	<dc:date>2010-06-22T10:29:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fausta</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La pittura di Francesco Caporale]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><em>Antonio ha la genialit&agrave; barocca dei calabresi...sa fare tutto, lavora, plasma ogni materiale&nbsp;con competenza e perizia...</em></p>
<p align="center"><img alt="" src="http://www.faustartepoesia.org/public/Caporale1.jpg" /><br />... a palazzo Nicotera<br /></p>
<p align="center"><img alt="" src="http://www.faustartepoesia.org/public/Caporale2.jpg" width="530" height="398" /><br />Donna<br /></p>
<p align="center"><img alt="" src="http://www.faustartepoesia.org/public/Caporale3.jpg" width="530" height="706" /><br />Porta di legno<br /></p>
<p align="center"><img alt="" src="http://www.faustartepoesia.org/public/Caporale4.jpg" width="530" height="398" /><br />Sulla riva del mare</p>
<p align="center"><img alt="" src="http://www.faustartepoesia.org/public/Statuetta%20Caporale.jpg" /></p>
<p align="center">Magnifica figura di centauro...</p>
<p align="center"><img alt="" src="http://www.faustartepoesia.org/public/Centauro.jpg" /></p>
<p align="center"><img alt="" src="http://www.faustartepoesia.org/public/Viaggi%20di%20Gulliver%20Antro%20dell'astronomo%20(1985)%20150x220.jpg" /></p>
<p align="center"><em>Dai viaggi di Gulliver, l'antro dell'astronomo (1985) 150x220</em></p>
<p align="center"><img alt="" src="http://www.faustartepoesia.org/public/Arcaterracottapatinataafreddo.jpg" /></p>
<p align="center"><em>Terracotta patinata a freddo...</em></p>
<p align="center"><img alt="" src="http://www.faustartepoesia.org/public/Atelier.jpg" /></p>
<p align="center"><em>L'atelier dove tutto nasce e prende forma...</em></p>
<p align="center"><em>Vi ha partecipato anche lui...</em></p>
<p align="center"><span style="FONT-SIZE: 20pt"><em><strong>&nbsp;&nbsp;</strong>&nbsp; <font size="3"><strong>Nella natura l'origine dell'arte - Mail Art 1992</strong></font></em></span><em>&nbsp;</em></p>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font size="3">Evocando la migliore tradizione dell'Arte Postale, si &egrave; pensato di coinvolgere, attraverso tale mezzo espressivo, l'universo del &ldquo;Fare Arte&rdquo; in quella che &egrave; una delle tematiche pi&ugrave; pressanti e, nel contempo, angoscianti che la contemporaneit&agrave; si trova a vivere: quella del degrado inesorabile dell'ambiente naturale e della conseguente, lenta distruzione di elementi biotici necessari alla stessa sopravvivenza dell'uomo su questo pianeta.</font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font size="3">La Calabria, questo lembo di terra pregno di gloriose memorie storiche, possiede una splendida conformazione naturale e una connotazione ambientale e paesaggistica di estrema bellezza: un patrimonio che non ha ancora subito danni irreparabili e che, quindi, a maggior ragione, bisogna salvaguardare e tutelare da possibili interventi dissennati miranti alla speculazione selvaggia e allo sfruttamento indiscriminato; un patrimonio che &egrave; di tutti e che &egrave; indispensabile preservare in quei preziosi equilibri che scandiscono i nostri stessi ritmi vitali.</font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font size="3">In quest'ottica, si chiede agli artisti di finalizzare la propria operativit&agrave; e, attraverso la peculiarit&agrave; della propria &ldquo;marca&rdquo; espressiva, proporre interventi visivi di Mail Art la cui strutturazione testuale induca alla riflessione, stimolando la coscienza sulla problematica ambientale ed ecologica e che &ndash; perch&eacute; no! - suggerisca, indichi ipotesi, risoluzioni possibili.</font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font size="3">Certo, nel momento in cui un critico d'arte interviene a coordinare un'iniziativa del genere finisce, inevitabilmente, col porsi interrogativi di carattere pi&ugrave; squisitamente speculativo, estetico: pu&ograve; l'operativit&agrave; artistica cos&igrave; stimolata portare alla produzione dell'opera? E, se ci&ograve; avviene, essa pu&ograve; considerarsi un augurabile ma imprevedibile incidente di percorso o un evento computabile nel novero delle probabilit&agrave;?</font></span></div>
<div align="justify"><font size="3"><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font size="3">E' possibile, indipendentemente da categorie o forme espressive adottate, che ogni percorso operativo di Mail Art giunga alla definizione valoriale di OPERA: allorch&eacute;, nella variet&agrave; di cifre personali, si realizza una piena corrispondenza con la tematica proposta, ossia un'aderenza soggettiva oltre che semantica alla valenza sociale del fine; quando lo svolgimento formale dell'immagine risulta svincolato esteticamente dall'oggettivit&agrave; dello stimolo (l'ambiente). Resta inteso che la tematica ambientale, accettata pienamente come pretesto operativo cui aderire in virt&ugrave; di un criterio di utilit&agrave; obiettiva, costituisce la determinazione ambientale a partire dalla quale rendere manifesta la produttivit&agrave; pura del testo creativo, l'essenza vera</font> <font size="3">del fare artistico. Ed &egrave; in questo che &egrave; un divenire essenziale, che il processo formativo si snoda, progredisce verso la categoria assoluta dell'opera.</font></span>&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><font size="3"></font></div>
<p align="center"><img alt="" src="/public/caporalemailart.jpg" width="530" height="568" /></p>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font size="3">Evoking the best tradition of Mail Post, we thought about involving, through such an expressive way, the universe of &ldquo;Making Art&rdquo;. In that way which is one of the most pressing themes and, in time, anguished that contemporaneousness finds itself living in: that of the inexorable degrading of the natural environment and, consequent, slow destruction of biotic elements needed for man&rsquo;s survival on this planet.</font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font size="3">Calabria, this strip of land rich of glorious historic memories, has a splendid natural conformation and an environmental and landscape connotation of extreme beauty: a richness that hasn&rsquo;t suffered unrepairable damage yet and that, so, even more, we have to protect and defend it against possible foolish interventions aiming at wild speculation and to indiscriminated exploitation; a richness that is everybody owns and that we must protect in those precious balances that stress our own vital rythms.</font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font size="3">In this point of view, artists are asked to finalize their own work and, through peculiarity of their own expressive &ldquo;mark&rdquo;, proposes visual interventions of Mail Art which testual struction leads to reflection, stimulating the conscience on environmental and ecological problems and that - &ldquo;why not!&rdquo; &ndash; advises, indicates&nbsp;hypothesis, possible resolutions.</font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font size="3">Well, when an art critic takes part in coordinating such an initiative he ends up, inevitably, asking himself questions that are speculative, aesthetic: can the artistical working so stimulated bring to the production of the work? and, if that happens, it can consider itself a wished but unexpected accident of course or a calculated event in the number of the possibilities? It&rsquo;s &nbsp;possible</font> <font size="3">that, independently from category or adapted expressive form, that every working course of Mail Art reaches <font color="#333300">worthy definition of work: when, in the varety of personal numbers, you reach a full correspondence with the proposed theme, that is a subjective besides semantic agreement to the social valence of the aim; when the formal development of the image results aethetically released from the objectivity of the stimulus (the environment).</font></font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font color="#333300" size="3">It is understood that the environmental theme, fully accepted as working pre-text to agree to through a criterion of objective use, buids the starting determination from which one should start to manifest the pure productivity of the creative text, the real essence of the artistic making.</font></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font color="#333300" size="3">And it&rsquo;s in this that is an essential becoming, that the formative process gets loose, advances towards the absolute category of the work. </font></span></div>
<div align="justify"><font color="#333300" size="3">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 14pt"><font color="#333300" size="3">Teodolinda Coltellaro</font></span></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=49]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=49</guid>
	<dc:date>2010-06-21T22:58:58+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fausta</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Le poesie di Maria Pia Sozzi]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify">MONTE BRUGIANA</p>
<p align="justify">Quiete nella mente,<br />nel bosco silenzioso<br />odo zoccoli in musica,<br />echi in lontananza<br />di cavalli sbrigliati,<br />mentre alberi,<br />dai rami innamorati,<br />m’invitano a contemplare<br />il mondo…<br />fuori dal mondo.</p>
<p align="justify">Uno strappo… il ritorno.</p>
<p align="justify">Porto con me<br />quel rifugio arcano,<br />salvezza di vita.</p>
<p> </p>
<p>MANCIATE DI SALE<br /><em>Complice il silenzio, Pagine, 2006</em></p>
<p>Quando le parole<br />Si perderanno<br />Nel fiume della vita,<br />tu<br />pescatore di versi,<br />getta la rete…<br />lancer&ograve; manciate di sale<br />far&ograve; del fiume oceano…<br />la tua rete<br />sar&agrave; legg&igrave;o</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=23]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=23</guid>
	<dc:date>2010-06-19T11:22:43+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fausta</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Le poesie di Gabriella Manzini]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="left">CIMITERO VECCHIO</div>
<div align="left"> </div>
<div align="left">... E vi vedo,<br />solitarie sguarnite lapidi del vecchio cimitero,<br />abbandonate a voi stesse<br />anche dall’ultimo amore…<br />rese grigie negli anni<br />da un tempo impietoso<br />di lacrime e pioggia,<br />dignitosa testimonianza<br />di destini comunque vissuti...<br />di gioie e dolori che la morte livell&ograve;<br />… forse senza giustizia …<br />… vi vedo…</div>
<div align="left">Voi, con le vostre foto un po’ opache<br />frammento di esistenze passate<br />voi, allietate soltanto da un fiore di stoffa<br />sbiadito dal sole,<br />voi….<br />in un tempo che non &egrave; pi&ugrave; il vostro</div>
<div align="left">allo sbando voi siete!</div>
<div align="left">Orfane dei premurosi affetti<br />di chi vi pianse un giorno lontano<br />ed ora &egrave; partito…<br />abbandonate per umana sorte,<br />dai dolori di un destino<br />che cieco disperde gli uomini</div>
<div align="left">... come manciate di sementi<br />nel vento…</div>
<div align="left"> </div>
<div align="left"><em>Gabriella Manzini</em></div>
<div align="left"><a href="http://www.la-poesia-di-gabriella.it/" target="_blank"><font size="2">http://www.la-poesia-di-gabriella.it</font></a></div>
<div align="left"><a href="mailto:gabriella.vignola@database.it" target="_blank"><font size="2">gabriella.vignola@database.it</font></a></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=132]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=132</guid>
	<dc:date>2010-06-11T11:59:40+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fausta</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Le poesie di Sonia Apilongo]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify">ALBORI</p>
<p align="justify">Ripiego la notte su di me<br />raggomitolo i pensieri<br />un carillon di parole melliflue lubrificate di pazienza..<br />In me dimora il buio<br />vestito di pece e ingenuit&agrave; macchiata di paura.<br />Come un serpente<br />anelo<br />trasformazioni salvifiche<br />... abbandono la pelle<br />le affido ricordi di sale e fiele<br />li lascio scivolare<br />ne calpesto i riflessi.<br />Un soffio la vita<br />a rallegrarla tovaglie di mare<br />per saziare gli occhi<br />e lenzuola di sabbia<br />a carezzare sorrisi d&rsquo;ombra.<br />E la notte dura ancora<br />v&rsquo; &egrave; in essa un sospetto di mattino&hellip;<font size="2" face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif"></font></p>
<font size="2"></font>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>PENELOPE</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Quanta pena raggomitolata</div>
<div>in gesti frenetici</div>
<div>di un quotidiano stagnante</div>
<div>quanti pensieri offuscati</div>
<div>avranno abitato</div>
<div>la tua mente assopita</div>
<div>che viveva di riverberi del suo ricordo</div>
<div>chiss&agrave; se le tue orecchie</div>
<div>avranno ancora saputo udire</div>
<div>dopo il suo saluto.</div>
<div>Solo il rumore dei suoi passi</div>
<div>in sottofondo</div>
<div>a cullare lo scorrere dei giorni</div>
<div>aggrappata allo stesso filo</div>
<div>che tessevi </div>
<div>sperando di non specchiarti in un miraggio</div>
<div>ma di poter tornare ad udire il suo respiro</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>L'ATTESA</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Attese impolverate da ceneri di sorriso..</div>
<div>nel letto del tempo</div>
<div>il dolore ha posto radici</div>
<div>briciole di ieri</div>
<div>in pasto a corvi avidi</div>
<div>i ricordi galleggiano imbottigliati</div>
<div>riversi su spiagge inanimate</div>
<div>solo il vento ne &egrave; testimone..</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>FUTURO</p>
<p>Famelico assassino<br />ti aggiri con ali di nebbia<br />lingua di lama<br />godi di lamenti strazianti di cuori in frantumi<br />hai calpestato ancora <br />purezze nascoste sporcandole di bugie di porpora<br />... vetri di umanit&agrave; incrinati da <br />passi di un progresso sicario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>FIGLIA DELLA LUCE</p>
<p>Figlia della luce<br />rinnego le origini<br />orfana di me stessa<br />proseguo il viaggio in salita<br />bevendo le mie lacrime <br />mi forgio di pazzia..<br />che mi faccia da scudo <br />verso una normalit&agrave; di scintillante pericolo.</p>
<div>&nbsp;</div>
<p>MEMORIE</p>
<p>Sale e spilli cospargono il cammino <br />una scia di sangue<br />testimonia<br />il suo percorso<br />mentre il cielo si spoglia<br />bevo sudore di piogge lontane<br />al riparo da venti schernitori<br />libero catene di memoria <br />di plumbei ricordi<br />affanno di cuori in tempesta<br />tuttora affidati a preghiere<br />che sorgono come fiori su steli di suppliche.</p>
<p align="justify"><a href="mailto:ladyviole@yahoo.com">ladyviole@yahoo.com</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=85]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=85</guid>
	<dc:date>2010-06-07T11:14:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fausta</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Father and son di Cat Stevens]]></title>
	<description><![CDATA[<em>Bellissima canzone che mi ricorda gli anni '60&nbsp; e la mia giovinezza e penso che sia cos&igrave; anche per te...</em>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=131]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=131</guid>
	<dc:date>2010-05-29T10:35:35+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fausta</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La pittura di Mario Vespaziani]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><em>Veduta generale dell'esposizione delle opere di Mario Vespaziani a Via Margutta...Figlio e nipote d'arte, Mario lavora con la china, espressione da pochi usata e molto difficile...</em></p>
<p align="center"><img alt="" src="/public/Veduta generale.jpg" /></p>
<p align="center"><em>Gatto casalingo...</em></p>
<p align="center"><em>&nbsp;<img alt="" src="/public/Gatto Vespaziani.jpg" /></em></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=129]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=129</guid>
	<dc:date>2010-05-26T15:32:17+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fausta</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La pittura di Giuseppe Smirne]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Famiglia di pittori la mia...Giuseppe Smirne &egrave; un cugino di mia madre. Questo quadro s'intitola &quot;La nicastrese&quot; cio&egrave; la tipica &quot;calabrese&quot;...</em></p>
<p align="center"><img alt="" src="/public/La nicastrese.jpg" /></p>
<p align="center"><em>Non amo le nature morte ma qui le pesche sembrano uscire dallo schermo tanto sono vere...</em></p>
<p align="center"><img alt="" src="/public/Natura morta pesche 1972.jpg" /></p>
<p align="center"><em>Adoro questo volto di donna che, oltre ad essere bellissimo, &egrave; delicato e sognante...</em></p>
<p align="center"><img alt="" src="/public/Volto di donna.jpg" width="531" height="354" /></p>
<p align="center">Immagini di altri tempi...</p>
<p align="center"><img alt="" src="/public/Ciabattino 1972.jpg" /></p>
<p align="center"><img alt="" src="/public/Asino con cane e gatto.jpg" /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=128]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.faustartepoesia.org/dblog/articolo.asp?articolo=128</guid>
	<dc:date>2010-05-25T08:14:06+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fausta</dc:creator>
</item>
	</channel></rss>