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 Vetrina di un corniciaio romano che espone la raccolta “Incontri con Medusa” e il collage “Blu”......
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... pezzi di esperienza letteralmente carpiti dalla loro attualità e incorporati…

Ciao,
vuoi fare un viaggio con me? Entra in un mondo in cui Arte e Vita coincidono…
Fausta Genziana Le Piane


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WebLog
 
Di Fausta (del 14/05/2012 @ 18:28:35, in Avvenimenti, linkato 28 volte)

Nel mese di maggio alle porte di Roma uno spettacolo di rose...

 

 

 

 

 

 

 
Di Fausta (del 11/05/2012 @ 08:08:08, in Curiosità, linkato 81 volte)
IL SOCCOMBENTE
 
A un corso di Horowitz, a Salisburgo, si incontrano tre giovani pianisti. Due sono brillanti, promettenti. Ma il terzo è Glenn Gould: qualcuno che non brilla, non promette, perché è. Una magistrale variazione romanzesca sul tema della grazia e dell’invidia, di Mozart e Salieri, ma ancor più sul tema terribile del non riuscire a essere.
 
Curiose e insolite le considerazioni sulla città di Salisburgo che, in occasione del famoso festival estivo, mi è sembrata magica!
 
Glenn, Wertheimer ed io, che per le prime due settimane avevamo abitato ciascuno per proprio conto, ma tutti e tre in alloggi assolutamente inadeguati della Città Vecchia, alla fine affittammo insieme, per la durata del nostro corso con Horowitz, una casa a Leopoldskron, nella quale potevamo fare ciò che più ci piaceva. Nella città vecchia tutto aveva avuto su di noi un effetto paralizzante, l’aria era irrespirabile, le persone intollerabili, l’umidità dei muri aveva recato grave danno a noi e ai nostri strumenti. In realtà abbiamo potuto continuare il nostro corso con Horovitz solo grazie al fatto che ce ne siamo andati via da quella città, la quale è in definitiva la città più avversa all’arte e allo spirito che si possa immaginare, un buco ottuso e provinciale, con gente stupida e muri freddi, nella quale con l’andare del tempo tutto è reso ottuso, tutto senza eccezioni.
 
Thomas Bernhard, Il soccombente, Adelphi, 2010, p. 17
I FIORI DI AFRODITE
 
La trama complessa dei miti cela un rigore simbolico affascinante. Così Afrodite, Dea dell’erotismo e della Bellezza, è anche la Dea dei fiori. I fiori non sono forse l’organo sessuale più bello dell’universo? In nume rose espressioni e immagini il sesso femminile viene coniugato ai fiori: la “margherita”, “il giardino segreto”, il “fiore della verginità”, e soprattutto la rosa color delle tenere carni, dal profumo inebriante e dai petali aperti, rosa dotata di spine dolorose che sembrano rammentare, in sintonia con il mito di Afrodite, il rischio che si corre cogliendole. Coltivare i fiori, curare un giardino così come fare l’amore o “farsi belle”, sono tutti modi di onorare Afrodite.
I giardini sono l’espressione della sensualità di una cultura, una sensualità che offre a coloro che per educazione, età o cultura disconoscono o negano la vitalità sessuale, il vantaggio di non procurare ansia. In Inghilterra, per esempio, il giardinaggio appare la passione meglio integrata: ci si abbandona a essa come ci si dà all’amore, appassionatamente e per sempre. Uomini e donne si commuovono davanti alla grazia dei giardini e dei panorami, lasciano che le rose si arrampichino sui muri delle loro case; e tuttavia raramente ho visto una donna inglese che ardisca mettere una rosa fra i capelli, un gesto simile le parrebbe sconvenientemente seduttivo. Ma quando sono i giardini a raccogliere le proiezioni dei valori afrodisiaci, è permessa anche la civetteria (p. 60).
ALLA SCUOLA DI SAFFO
 
La riscoperta di Saffo può aiutarci a riapprendere gli insegnamenti di Afrodite. Saffo è stata avversata dalle chiese cristiane non solo per i contenuti afroditici dei suoi testi, ma perché autorevolezza della sua voce e la sua influenza sulle donne minava il precetto cristiano della riservatezza femminile: “La donna impari in silenzio con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna d’insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo” (2 Tm 2, 11).
Chi era Saffo? Nella sua veste ufficiale, era rettrice di una scuola o “università” semi-religiosa, in cui le giovani venivano preparate alla vita adulta: insegnava loro l’arte di esprimersi con la poesia, la danza e la musica, nonché…l’arte di amare.. Docente amata dalle allieve, famosa e rispettata in tutta la Grecia, era una sorta di Socrate delle fanciulle. Non si conoscono con precisione le date della sua nascita e della sua morte, ma si ritiene che sia vissuta tra il 620 ed il 570 a.C. Essendo il personaggio più noto di Lesbo, veniva spesso chiamata “la Lesbica” (…) (p. 81).
 
Ginette Paris, La rinascita di Afrodite, Moretti & Vitali, 1997
 
 
 
 
 
Di Fausta (del 07/05/2012 @ 06:06:06, in Narrativa, linkato 109 volte)
3.2 Ricordo di Giovanni Orcel.
Giovanni Orcel, sindacalista comunista assassinato dalla mafia, fu un siciliano ingiustamente dimenticato; penso che sia doveroso ricordarne, anche se in modo necessariamente sommario, la vicenda personale.
Nacque a Palermo la notte di Natale del 1887 e dopo di lui nacquero altri cinque fratelli. La famiglia modestissima non gli consentì di andare oltre le scuole elementari e fu indotto a lavorare in una tipografia.
Fin da ragazzo frequentò la Camera del lavoro e si impegnò, nel settore dei metalmeccanici, fino a diventare Segretario generale della sezione di Palermo.
Molto interessante la collaborazione con Nicolò Alongi che guidava nella lotta i contadini contro i soprusi dei gabelloti e della mafia.
Si può ben dire che, ancor prima di Gramsci, Orcel e Alongi preconizzavano l'alleanza tra contadini e operai nella lotta contro il padronato e la mafia.
Orcel stava tornando a casa la sera del 14 ottobre del 1920, dopo l'ennesima riunione al sindacato: intorno alle 23, all'angolo di via del Giusino e la Via Vittorio Emanuele, a Palermo fu raggiunto da un sicario e ferito mortalmente con una coltellata al fianco sinistro.
All'Ospedale San Severo non fu assistito come si deve: un infermiere andò a chiamare il primario, che non arrivò in tempo.
Come mandante dell'assassinio fu indicato don Silvestre "Sisì" Gristina, il boss di Prizzi.
LA PARTIGIANA GRAZIELLA
 
 
Numerosi cittadini catanesi parteciparono alla Resistenza, i più fortunati tornarono e raccontarono ai familiari l’incredibile, drammatica ed esaltante avventura della Liberazione.
Tanti altri non tornarono e a noi tocca il dovere della Memoria, l’obbligo di non dimenticare.
Tra gli altri, Graziella Giuffrida, volontaria nelle Squadre di Azione Partigiana.
Era nata a Catania, a S. Cristoforo, nel 1924; appena ventenne emigrò al nord a fare la “maestrina” dalle parti di Genova.
La primavera del 1945 era appena cominciata, ma per Graziella il 24 marzo sarebbe stato l’ultimo giorno e non solo di primavera.
Tutto accadde quasi per caso: per caso lei prese quel tram, per caso su quel tram c’erano dei tedeschi. Lei bella e giovane, loro stronzi e basta cominciarono ad importunarla e lei reagì e loro, stronzi e vigliacchi, le misero le mani addosso e addosso le trovarono una pistola.
Gli stronzi e vigliacchi l’arrestarono e la torturarono e la violentarono e poi gli stronzi e vigliacchi e, ora anche assassini, l’ammazzarono e la buttarono in un fosso.
Il suo corpo e quello di altri quattro giovani partigiani furono ritrovati a Fegino, in val Polcevera, qualche giorno dopo la Liberazione.
Anche suo fratello Salvatore fu preso ed ammazzato dai tedeschi e a Catania, a casa rimase la madre che, avendo saputo della tragica fine di Graziella e Salvatore, impazzì dal dolore.
Sul fronte di una casa da molti anni ormai senza vita, tra via Bellia e piazza Machiavelli, resta una lapide “Alla libertà e alla patria offrì la giovane esistenza nella guerra di Liberazione”.
Vorrei sapere come e perché i nostri Amministratori ancora non abbiano pensato d’intitolare a Graziella e Salvatore Giuffrida una via o una piazza. Risulta dalla testimonianza di Domenico Stimolo che nel gennaio 2003 furono consegnate all’Amministrazione comunale 5000 firma per intitolare tre vie a tre martiri della Resistenza, tra cui Graziella Giuffrida. E allora?
 
Elio Camilleri, Scheggia di storia siciliana pubblicata su "i cordai", periodico del gapa.
Commento a “Schegge di storia siciliana” di Elio Camilleri
 

Schegge di storia o una piacevole raccolta di racconti? Entrambe le cose se conveniamo che sia piacevole la verità storica che lascia trapelare l’umanità dei personaggi. Il rigore storico quindi si lascia tentare, oltre che da preferenze intellettuali, anche dagli umori  di umanità di cui sono carichi alcuni personaggi che, grazie all’abilità della penna, ti si appiccicano addosso e non te li dimentichi più.
Gli esempi sarebbero tantissimi; mi limito a citare quelli che, a lettura terminata, mi tornano nitidi in mente spontaneamente: Peppa la Cannoniera, la bambina dal cappottino rosso, Piturro. Ma la lista è molto più lunga.
Nel testo è presente in modo costante una rielaborazione originale dei fatti storici, seppur nell’ambito di una ben precisa matrice intellettuale. Nelle schegge,  in particolare,  dedicate a Nicola Alongi e Giovanni Orcel si arriva all’affermazione estrema, illuminante del  processo d’analisi seguito, che “lotta di classe era come dire lotta alla mafia”. Con ciò l’autore abbraccia una scuola di pensiero maggioritaria e consolidata, quella della cultura di sinistra, da cui, però, non si considera soggiogato, prova ne sia il fatto che dei due personaggi citati approva il percorrere strade diverse da quelle ufficiali indicate dal socialismo reale, definito massimalista a parole e inconcludente nei fatti.
Anche in occasione delle schegge dedicate ai fasci siciliani l’autore si allontana dalle valutazioni scettiche dei socialisti di allora, che consideravano jacquerie ciò che accadeva nell’isola, accogliendo tesi più recenti che rivalutano ampiamente “il più grande movimento popolare europeo dopo la comune di Parigi”.
La lingua sembra voglia, con le sue forme, partecipare alle emozioni di chi narra, sorprendendo talvolta chi legge coi suoi ritmi inusuali. E certamente è un accattivante stile personalissimo quello al quale ci troviamo di fronte, ad esempio nell’uso della punteggiatura, nei ritmi, nelle strutture, pur nella voluta semplicità del lessico, scelta quest’ultima che si lascia apprezzare moltissimo se si osserva ciò che gira normalmente nelle librerie, e che, soprattutto, denota chiarezza di idee senza trucchi e senza inganni.
Le direttrici su cui si muove la scelta delle storie sono due, quella che fa emergere appena possibile il costante scontro fra classi contrapposte e quella che predilige il volto umano della vicenda siciliana: le donne, gli uomini, i vecchi, i bambini mossi dalla loro umanità, umanità che se lotta lo fa per vivere per amare, oltre che per vincere la fame. Questa umanità spesso si presenta in modo prorompente in uno scenario che prevalentemente rimane prepolitico e preideologico.
L’autore, certamente cosciente che una delle più importanti chiavi di lettura della storia siciliana vede come co- protagonista, insieme alle classi sociali in cui si articola la popolazione dell’isola, anche quella mafia, che lui considera quasi esclusivamente al servizio delle classi dominanti e prevaricatrici del popolo,  non trascura mai di evidenziare tutte le zone grigie fra interessi dei potenti, partiti politici e mafia propriamente detta. Quelle zone grigie sono un terreno di analisi prediletto dall’autore. Per contro,  l’attenzione costante dedicata alla narrazione delle dinamiche di classe, rischia forse di lasciare un po’ troppo sfumata sullo sfondo la situazione complessiva dell’isola e della sua popolazione rispetto al resto del mondo a partire da certe debolezze e da alcuni retaggi storici (lontananza dello stato, ecc.).
Quando esplode una bomba le schegge uccidono e così, anche le schegge fatte esplodere, ricche di storia, da Elio Camilleri portano con sé un carico si morte, molto spesso di matrice mafiosa. Gli ultimi due contesti, in particolare, diventano elencazione incalzante e impietosa di fatti di mafia sempre più efferati e intollerabili, dalla morte di Peppino Impastato, al primo pentito preso per pazzo, alla morte di Fava, alla cosiddetta mattanza mafiosa. Si tratta di fatti che, nelle scelte dell’autore, descrivono bene un aspetto centrale di quei periodi, ma al tempo stesso mettono in ombra tutto il resto che, nel bene o nel male, sarà pure  accaduto nell’isola negli stessi periodi. La mancanza poi di un contesto successivo, diciamo contemporaneo, ci priva infine della descrizione di fatti importantissimi in cui alcuni vedono il definitivo soccombere della società siciliana sotto una mafia allargata e trasformata, mentre altri intravedono incoraggianti segnali di riscossa. Ottimo motivo per aspettarsi un successivo contributo alla conoscenza del nostro tempo da parte di Elio Camilleri, magari prestato per l’occasione dalla storia all’attualità.
E, d’altra parte, leggere ben otto contesti introduttivi e più di ottanta schegge di storia siciliana scritte da un esperto come il nostro autore finisce per creare nel lettore una piacevole sensazione di assuefazione, per cui volentieri ne leggeremmo molte altre.
Sobria e gradevole, per finire, la veste editoriale, come semplici, ma al tempo stesso carichi di umanità, risultano i disegni della brava Chiara Filincieri che impreziosiscono il testo.
                                                                                              Tommaso Maria Patti
(Elio Camilleri – Schegge di storia siciliana        Di Girolamo Editore, Trapani 2012 – Euro 9,90)
 
Di Fausta (del 25/04/2012 @ 18:42:17, in Avvenimenti, linkato 64 volte)

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Di Fausta (del 22/04/2012 @ 08:34:54, in Avvenimenti, linkato 76 volte)
Le associazioni Italia Nostra, Sezon
Le associazioni Italia Nostra, Sezione di Reggio Calabria e il Movimento Culturale "San Fantino" di Palmi, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria hanno organizzato e presentano:
 
Per i FASTI TAURIANI si inizia
con i VINALIA PRIORA
Il cerimoniale, con performances del rituale in costume, si svolgerà all'interno
del Parco Archeologico dei Tauriani
I fasti nell'antica Roma, erano dei calendari annuali (fasti annales), organizzati dai pontifex maximus, che regolavano la vita dei Romani.
Il "nuovo" calendario dei Fasti Tauriani verrà presentato in occasione della manifestazione che si terrà il 25 aprile, con inizio alle 15,30.

 
La giornata prevede:
- la presentazione del programma delle attività/manifestazioni 2012-2013che le associazioni convenzionate con il Ministero per la gestione del Parco (ossia Italia Nostra, sezione di Reggio Calabria e Movimento San Fantino di Palmi) hanno proposto e concordato con la Soprintendenza e che avverranno in sintonia e in accordo programmatico con quelle che saranno eventualmente previste dalla Regione, dalla Provincia, dalla stessa Direzione Regionale e Soprintendenza;
- l'illustrazione esemplificativa di alcune attività laboratoriali che si intendono avviare;
- la presentazione dei FASTI TAURIANI, ossia il calendario delle festività e delle celebrazioni romane scelte e adattate alle esigenze della nostra antica città italico-romana;
- all'interno dei Fasti Tauriani la prima festa cerimoniale che corrisponde, per il mese di aprile, ai VINALIA PRIORA.
La programmazione, le attività e tutte le manifestazioni in programma nel Parco, saranno a cura dalle associazioni Italia Nostra, Sezione di Reggio Calabria e il Movimento Culturale "San Fantino" di Palmi, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria.
 Alcune note
I Vinalia Priora, per distinguerli da quelli di agosto "vinalia rustica" che è la festa della vendemmia primiziale, è la festività del calendario religioso romano che abbiamo deciso di adottare per il mese di Aprile (il prossimo mese saranno i ludi florales circenses, a giugno i piscatorii ludi, a luglio le nonae caprotinae, ad agosto i vinalia rustica, ecc... e così per tutto l'anno)
I Vinalia Priora, celebrati il 23 aprile, era la festa della spillatura delle botti e dell'assaggio del vino; sanciscono la fine della vinificazione e l'immissione del vino al consumo; servivano a benedire il prodotto da immettere sul mercato e a chiedere il bel tempo fino al prossimo raccolto.
Il nostro cerimoniale prevede due quadri:
  • Il primo consiste nella spillatura simbolica delle botti, collocate in tre diversi punti della città antica, dove il flamen dialis (sacerdote) e i rustici (vinificatori) reciteranno le formule (in latino e in italiano) e consacreranno a Giove una libagione primiziale. Il tutto è anticipato e e seguito dalla musica (flauto, tamburello e crotali).
  • Il secondo quadro prevede il riferimento a Venere con Vestali, suonatori e danzatrice; si tratta di un cerimoniale abbastanza complesso... sarà una grande sorpresa!
Completata la performance cerimoniale si passerà ad una degustazione guidata dei vini, a cura dell'ONAV, per poi lasciare lo spazio alla degustazione del vino accompagnato da assaggi di cibo, su ricette romane, presso le cauponae, ossia le antiche cantine, simbolicamente rappresentate da banconi in legno appositamente costrutiti e allestiti all'interno del parco. Tutta la cerimonia si svolge in costume dell'epoca.

Distribuzione a cura di Walter Cricrì
 
Di Fausta (del 22/04/2012 @ 05:58:11, in Giochi, linkato 66 volte)
PAROLE STRANIERE
INGLESE E FRANCESE
Usiamo spesso termini di altre lingue senza saperne l’esatto significato!
 
1)      LEVER DE RIDEAU 
A - Sbarramento artificiale
B - Rete di distribuzione dell’acqua e del gas
C - Breve rappresentazione che precede lo spettacolo
 
2)      FULL IMMERSION
A - Sedile imbottito a più posti, con braccioli e spalliere
B - Danza vivace a ritmo binario
C - Svolgimento di un’attività con tutte le proprie energie
 
3)      DOUBLE
A - Placcato di un metallo prezioso
B - Un tocco del gioco del calcio
C - Antica moneta
 
4)      CHICANE
A - Cavillo giuridico
B - Tessuto morbido e assorbente
C - Grosso, tarchiato
 
5)      CHAMPLEVE
A - Pianta erbacea con foglie palmate e ruvide
B - Tecnica di pittura a smalto
C - Sottogruppo linguistico
 
6)      FINGER FOOD
A - Stuzzichino, spuntino che si può mangiare con le mani
B - Fettina di pane dolce farcito
C - Oggetto cilindrico cavo
 
7)      BABY TALK
A - Gioco interattivo
B - Linguaggio puerile
C - Successione di due lettere che formano un solo suono
 
8)      OVERDRIVE
A - Ampio solco sul fianco della montagna
B - Nelle automobili, meccanismo posto dopo il cambio
C - Baccano, chiasso
 
  
1-C / 2-C / 3-A / 4-A / 5-B / 6-A / 7-B / 8-B
 
1)      BOOKLET
A – Artista che cura la sua opera fin nei minimi particolari
B – Taccuino, libretto d’appunti
C – Libretto informativo che accompagna i cd
 
2)      A JOUR
A – Canzonatore, beffeggiatore
B – Budella, in particolare quelle di animali ovini
C – Orlo a giorno
 
3)      DINING ROOM
A – Sala da ballo
B - Stanza piccola e stretta, usata per lo più come ripostiglio
C – Sala da pranzo
 
4)      UNDERGROUNG
A - Attività artistica nata fuori dagli ambienti tradizionali
B – Danza veloce a ritmo binario
C – Sotterfugio, scappatoia
 
5)      CLAQUE
A – Composizione per chitarra
B – Gruppo di persone reclutate per applaudire
C – Bottega di generi alimentari
 
6)      POULAIN
A – Donna volgare piuttosto scostumata
B – Esponente del basso ceto impiegatizio
C – Puledro
 
7)      CHICANE
A – Cavillo giuridico
B – Tessuto morbido e assorbente
C – Grosso, tarchiato
 
8)      TRAWLER
A – Urto o sobbalzo improvviso
B – Autoveicolo con rimorchio
C – Peschereccio impiegato per la pesca alle aringhe
 
               
1-C / 2-C / 3-C / 4-A / 5-B / 6-C / 7-A / 8-C
 
Di Fausta (del 17/04/2012 @ 08:51:05, in Avvenimenti, linkato 25 volte)
 
Sede: Via Vulcano, 31 - 48124 Ravenna
Tel. 334-3729958
Partita Iva: 02360700393
 
 
COMUNICATO STAMPA
 
 PARTECIPA AL 2° CONCORSO DI POESIA
 “VERSI IN VOLO”
  
UNICA SEZIONE: POESIA - Si partecipa con un massimo di 2 poesie a tema libero.
POESIE – Le poesie devono essere in lingua italiana e inedite. Possono partecipare autori sia italiani che stranieri.
NUMERO COPIE - I concorrenti devono mandare le poesie via mail in un unico allegato word; nello stesso file devono essere riportate le generalità dell’autore: nome e cognome, codice fiscale, indirizzo, numero di telefono fisso, cellulare, indirizzo mail.
INVIO ELABORATI : Le poesie devono essere inviate al seguente indirizzo mail: versinvolo@libero.it
NESSUNA TASSA: La partecipazione al concorso è gratuita e non è prevista alcuna tassa di lettura. Gli autori selezionati per la pubblicazione, si impegnano però ad acquistare almeno una (1) copia del libro che verrà stampato da SENSOINVERSO Edizioni (il pagamento dovrà avvenire prima dell'uscita dell'antologia).
PREZZO DI COPERTINA: Il prezzo di copertina del libro potrà andare da un minimo di 10 euro a un massimo di 17 euro, a seconda della quantità delle poesie ritenute meritevoli di pubblicazione.
TERMINI DI INVIO - Gli elaborati vanno inviati per mail entro e non oltre il 31 maggio 2012.
DESIGNAZIONE DEI VINCITORI - A tutti i partecipanti, verrà inviata una mail con il responso della Giuria.
PREMI – Le poesie selezionate verranno pubblicate da SENSOINVERSO Edizioni in un libro, il cui titolo verrà preso da una delle medesime poesie. Verrà inoltre riportato il logo VERSI IN VOLO 2012. Il libro verrà messo in vendita sul sito di SENSOINVERSO, nelle librerie che ne faranno richiesta tramite il Distributore nazionale, direttamente nelle librerie fiduciarie, alle fiere della piccola e media Editoria cui parteciperà l'Editore e sui principali book-stores online.
DIRITTI D'AUTORE - I diritti delle poesie rimangono di proprietà dei singoli Autori, che cedono il diritto di stampa.  
GARANZIA: L’autore dichiara di essere l’unico proprietario dell’opera/delle opere inviate, nonché il creatore originale, conoscendo le pene previste dalla legge in caso di dichiarazione del falso. Garantisce pertanto che l’opera/le opere, titolo compreso ed eventuali immagini/disegni compresi, sono originali e non violano in alcun modo norme penali o diritti di terzi di qualsivoglia natura, facendo salvo l’Editore da qualsiasi conseguenza pregiudizievole dovesse derivargli dal loro utilizzo. L’Autore dichiara inoltre di disporre a pieno titolo dei diritti oggetto del presente atto, non avendoli precedentemente ceduti a terzi.
INFORMAZIONI- Per informazioni, scrivere a versinvolo@libero.it  
INFORMATIVA - Informativa ai sensi della Legge 675/96 e successive modifiche sulla Tutela dei dati personali. Il trattamento dei dati, di cui garantiamo la massima riservatezza, è effettuato esclusivamente ai fini inerenti il concorso cui si partecipa. I dati dei partecipanti non verranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo.
 
 
Di Fausta (del 16/04/2012 @ 07:58:58, in Avvenimenti, linkato 14 volte)

MIGNON E FREQUENZE VISIVE 

Vi invitano alla quarta serata della rassegna
 
“Sette Fotografi, Sette Racconti”
 
mercoledì18 Aprile 2012 alle ore 21.00
Francesco Fantini 
Con 
La fotografia non esiste “evviva la fotografia”.
Riflessioni fra tecnica e comunicazione
 
Il gruppo Mignon di Padova e l'Associazione Frequenze Visive di Vigonovo (VE) propongono una rassegna di sette incontri con altrettanti fotografi e che ha come intento quello di ripercorrere, attraverso i racconti dei fotografi che hanno aderito all’iniziativa, una piccola parte della storia della fotografia padovana.
Questa rassegna rappresenta un'occasione per conoscere questi autori; attraverso i loro racconti apprenderemo le loro esperienze fotografiche e avremo modo di immergerci nelle più diverse espressioni della fotografia.
 

Francesco Fantini
Fondatore del celebre studio FotoGraf, è noto per i suoi reportage di impegno sociale. Ha pubblicato nelle principali testate nazionali e internazionali e numerosi libri a cui sono seguite importanti mostre itineranti. Attualmente il suo interesse si è spostato sullo studio di nuove tecniche e verso forme espressive che rivelano un messaggio più personale.
 Nasce a Padova il 21 dicembre 1957, dopo gli studi al Liceo Artistico frequenta l’Accademia di Belle Arti di Venezia (allievo di Emilio Vedova), dove inizia ad occuparsi di fotografia. Nel 1978 fonda lo studio fotoGraf, svolgendo per un ventennio attività fotogiornalistica con frequentazioni nel settore pubblicitario. 
Nel 1994 diventa presidente del consorzio fotogirnalistico “Lux Scribo” comprendente le agenzie fotogiornalistiche: D-Day, Vision, Errebi, Foto Cronaca, fotoGraf. 
Nel 1997 dirada le collaborazioni con la stampa quotidiana; sviluppa l’interesse per le nuove tecnologie - la fotografia digitale in particolare – oltre l’approfondimento delle tradizionali tecniche in bianco e nero. L’esperienza del reportage prosegue, ma indirizzata alla produzione di servizi di impegno sociale, sviluppati sulla base di progetti in collaborazione con il mondo delle associazioni del volontariato.
 Ha realizzato reportage in Afghanistann, Pakistan, India, Kenya, Marocco, Turchia, Portogallo, Nord Europa, Doubai, Bosnia, Cambogia, Argentina, Kurdistan Iracheno, Brasile, Camerun, Uganda, Rwanda, Messico, Perù, Ecuador, Mozambico. 
Ha pubblicato nei maggiori giornali e riviste nazionali ed internazionali: Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa, Epoca, Panorama, Espresso, Gente, Oggi, Specchio della Stampa, Vouge, Now Magazine, Time, Dier Spiegel, Time Life, Foto. 
Oltre alle pubblicazioni, in particolare con “il Venerdì di Repubblica” con il quale collabora dal 2000, i reportage si concretizzano in pubblicazioni di volumi e mostre itineranti. Ha pubblicato “Terre e popoli senza pace, il Kurdistan” nel 1999, “Schiavi della vita, viaggio nel lavoro minorile in Brasile” nel 2001, “AvsiAfrica” nel 2002, la multivisione digitale “L’albero di Jorge” nel 2003, “WNairobiW” nel 2004, la multivisione digitale “Peace” nel 2004, la multivisione digitale “Compartimos, il viaggio di Manuel Montes Figueroa”, nel 2005, il libro “Mozambico, la stagione del futuro”, nel 2008.
Ad ogni pubblicazione dei libri e dei DVD, sono seguite mostre itineranti in tutta Italia e all’estero; fra le più importanti: Padova, Roma, Milano, Bologna, Napoli, Venezia, Ginevra (Palazzo dell’Onu), Nairobi, Rio de Janeiro e un’esposizione al museo d’arte moderna Mart con la mostra WNairobiW.
L’attività comprende anche conferenze, interventi in corsi universitari e incontri con il pubblico con particolare attenzione al mondo del volontariato, scolastico e universitario. 
Nel 2007 si chiude la trentennale esperienza della fotoGraf e attualmente l’interesse si è spostato dal reportage sociale a un messaggio più personale con lo studio di nuove tecniche e la realizzazione di opere uniche per rivolgersi al mondo dell’arte. 
Il reportage realizzato in Brasile sul tema del lavoro minorile, gli è valso – primo fotogiornalista – l’attribuzione del premio speciale della giuria per il giornalismo alla XVII edizione del premio E. Hemingway. 
Nel 2004 riceve la menzione d’onore per una multivisione digitale titolata “Peace” al World Digital Creators Contest di Tokio. 
Nel 2007 riceve il terzo premio al Nikon Photo Contest International con l’immagine “I volti del segreto” tratta dal reportage “Compartimos” viaggio nel mondo del micro-credito in America Latina. 
 
Dal 28 Marzo al 16 Maggio 2012 presso la Sala polivalente del Comune di Vigonovo, via Veneto 2, Vigonovo (VE) – Ingresso libero
 
 
 
Di Fausta (del 13/04/2012 @ 11:54:06, in Avvenimenti, linkato 24 volte)

MIGNON in collaborazione con l’Associazione Culturale SPIAZZI

ORGANIZZANO UN
 
WORKSHOP DI "STREET PHOTOGRAPHY"
A VENEZIA

 
Sono aperte le iscrizioni per il workshop di VENEZIAche inizierà venerdì alle ore 21.00 presso
 
Il corso sarà così strutturato:
venerdì 11, dalle 21.00 alle 23.00
sabato 12, dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00
domenica 13, dalle 9,00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.00
 
Gli interessati sono invitati a contattareper ulteriori informazioni o per prenotazioni:
 
 
Questi gli argomenti che verranno approfonditi:
 
Cos’è la Street Photography ?
Per quanto indefinibile possa essere il genere bisogna comunque distinguerlo dalla fotografia documentaria e sociale poiché, se i risultati possono essere gli stessi, è l’approccio del fotografo ad essere completamente diverso.
Sono molti i fotografi che hanno lasciato un segno su questa strada e bisogna distinguerli, fra inconsapevoli e consapevoli, di far parte di un certo modo di intendere la fotografia.
 
Mezzi operativi.
Descrizione degli apparecchi e pellicole in base ai risultati che si desiderano ottenere.
 
Sistemi di ripresa e approccio.
In questo genere è importante conoscere alcune norme comportamentali e delle tecniche operative che permettano al fotografo di passare il più possibile inosservato.
 
Storia e origini della Street Photography.
Si può dire che il genere è nato con la fotografia ma che ha potuto esprimersi solo con l’avvento di apparecchi versatili ed emulsioni veloci.
 
Street Photography e diritto.
È opportuno essere al corrente delle leggi sui divieti a fotografare, soprattutto per non subire abusi di potere da chicchessia, contro il proprio diritto ad esprimersi liberamente.
 
Multivisioni.
Visione di alcuni lavori multimediali a cura del gruppo Mignon.
New York People con fotografie di cinque fotografi Mignon;
Luciano Schiavon lavoro personale di un fotografo a cura del gruppo Mignon;
Berto Leonio lavoro personale di un fotografo a cura del gruppo Mignon.
 
Fotografie originali.
Come esempio di presentazione, scelta e cura dei materiali oltre che un discorso sul valore nel seguire tutte le fasi operative dalla ripresa alla camera oscura.
 
Documenti.
È importante dare un senso al proprio lavoro organizzandolo per essere proposto in mostre o libri.
 
Formazione perenne.
Qualunque siano i risultati non ci si deve mai ritenere arrivati. Tenersi sempre informati sulle novità, studiare sui testi, visitare le mostre, confrontarsi con gli altri, il bello non è arrivare, ma partire sempre!
 
 
Uscita.
 
Visione e discussione immagini dei partecipanti
 
 
Di Fausta (del 13/04/2012 @ 10:10:10, in Avvenimenti, linkato 25 volte)

MIGNONEFREQUENZE VISIVE

Vi invitano alla terza serata della rassegna
Sette Fotografi, Sette Racconti”
mercoledì 11 Aprile 2012 alle ore 21.00

Davide Rossi

Con

Visioni e Tecniche sulla Fotografia Alternativa


Il gruppo Mignon di Padova e l'Associazione Frequenze Visive di Vigonovo (VE) propongono una rassegna di sette incontri con altrettanti fotografi e che ha come intento quello di ripercorrere, attraverso i racconti dei fotografi che hanno aderito all’iniziativa, una piccola parte della storia della fotografia padovana.
Questa rassegna rappresenta un'occasione per conoscere questi autori; attraverso i loro racconti apprenderemo le loro esperienze fotografiche e avremo modo di immergerci nelle più diverse espressioni della fotografia.

Davide Rossi
Fotografo per vocazione, anticonformista per natura, Davide Rossi vive la fotografia con l’entusiasmo della continua scoperta.
Professionista e docente, lavora in tutti i settori della fotografia professionale, pubblicità, ritratto, moda, matrimonio organizzando corsi e workshop che si contraddistinguono per unicità e qualità, dalla ripresa fotografica alla camera oscura, dall'approccio all'uso dei materiali a sviluppo immediato Polaroid, ai corsi speciali sulle antiche tecniche di stampa, come il cianotipo, la carta salata, la stampa Van Dick, la stampa alla gomma.
Nel 2005 viene ufficialmente riconosciuto come uno dei circa 200 artisti in tutto il mondo che praticano come forma d' arte la fotografia alternativa ed il più autorevole sito web al mondo dedicato alla fotografia alternativa, Alternative Photography.com, gli apre una galleria on-line permanente.
Un suo cianotipo intitolato "Plastic Lady", è conservato a Stoccolma, Svezia, presso la sede di Alternative Photography, per il progetto "showcase - a portfolio", che si occupa dell'educazione e della promozione sui processi della fotografia alternativa nel mondo.
Di recente presentazione il suo ultimo progetto sull'arte a 360 gradi presso la biennale internazionale d'arte contemporanea di Ferrara, che racchiude fotografia, video, cucina, recitazione, musica e danza in un unico contesto ricco di sfumature, gli artisti si intersecano interagendo con il pubblico, di prossima uscita un cortometraggio sulla manifestazione di cui D. Rossi è direttore della fotografia.
Dal 2010 inizia ad insegnare fotografia presso l'asilo Pio XII di Rovigo ai bambini dell'ultimo anno, dando così vita al suo progetto più ambizioso, portare la fotografia come materia di studio nelle scuole "
Dal 28 Marzo al 16 Maggio 2012 presso la Sala polivalente del Comune di Vigonovo, via Veneto 2, Vigonovo (VE) – Ingresso libero
 

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